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Perugia, lavoratori no vax licenziati: respinto il ricorso al garante della privacy

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Alessandro Antonini
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Sono confermati i licenziamenti di due lavatori no vax di un’azienda cartotecnica di Perugia. Nella ditta è stata introdotta la vaccinazione obbligatoria già dallo scorso agosto, prima dell’istituzione del green pass. Nei giorni scorsi il garante della privacy ha respinto il ricorso presentato dai due - 43 e 32 anni - contro il provvedimento della società. 


Un primo licenziamento con preavviso come da contratto, è scattato perché il dipendente, 43enne perugino, secondo l'azienda avrebbe fatto entrare una troupe televisiva senza autorizzazaione in azienda violando il domicilio. L'uomo aveva anche un provvedimento disciplinare perché aveva segnalato alcuni problemi sul fronte sicurezza sul luogo di lavoro.  Un altro dipendente di 32 anni che non si è sottoposto all’obbligo del green pass lo scorso mese ha ricevuto il licenziamento. In precedenza anche lui era stato sospeso. L’avvocato Luisa Manini, che li rappresenta entrambi, già ad agosto aveva presentato al garante per la privacy. Ma l’atto è stato respinto anche perché nel frattempo è stata introdotta la certificazione verde obbligatoria. 


Intanto dal 15 febbraio gli ultracinquantenni per accedere ai luoghi di lavoro dovranno avere il green pass rafforzato, che si ottiene soltanto con la vaccinazione o con il certificato di guarigione dal contagio. Si rischiano sanzioni da 600 a 1.500 euro, raddoppiate in caso di recidiva. Contravvenzioni da 400 euro in su anche per i datori di lavoro che non controllano. Dal 1 febbraio è scattato pure l’obbligo vaccinale per gli over 50, pena multa da 100 euro elevata direttamente dall’Agenzia delle entrate che attinge i dati dalle liste ministeriali. In Umbria sono circa 28 mila i cittadini con più di 50 anni che non hanno aderito alla campagna di immunizzazione anti Covid.