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Terni, Arvedi ai sindacati: "Mai licenziato nessuno. Siamo all'Ast per creare posti di lavoro"

Antonio Mosca
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“In tutta la mia carriera non ho mai licenziato nessuno. In azienda siamo abituati a creare posti di lavoro”. Giovanni Arvedi spiazza i sindacati, giovedì 3 febbraio, nel suo primo incontro a Terni come proprietario dell’ Ast e incassa un’apertura di credito trasversale a tutte le sigle. Per ora non entra nel dettaglio del piano industriale. Non per mancanza di fiducia nei suoi interlocutori, ma perché prima vuole conoscere come funziona la macchina. E anche questo, per i sindacati, è un bel segnale.

Due gli incontri, da mezz’ora l’uno, ieri nella sala della Biblioteca dell’Ast. Da un lato il cavalier Arvedi (nella foto di Stefano Principi) con l’ad Caldonazzo, il responsabile delle relazioni industriali, Castano, il capo del personale, Rusciano, e il direttore di stabilimento, Menecali. Dall’altra parte le Rsu e i sindacati territoriali. Arvedi, da uomo del fare, entra subito nel merito delle questioni con pragmatismo e senza preconcetti. L’obiettivo, dice in buona sostanza, è aumentare la produzione e la competitività. E a chiare lettere assicura che non sono previste riduzioni del personale. La logica è quella dello sviluppo, non dei tagli. Musica per le orecchie dei sindacalisti e dei rappresentanti delle istituzioni locali con cui si incontrerà la settimana prossima. Arvedi annuncia anche un ricco programma di investimenti. Non entra nel merito delle cifre. Ma in questi giorni si è parlato di almeno 400 milioni, spalmati nell’arco degli anni in aggiunta agli oltre 600 versati alla ThyssenKrupp al momento della firma del contratto.

Sullo sfondo il ritorno del magnetico anche se durante l’incontro di giovedì 3 febbraio nessuno ne ha parlato espressamente. Arvedi ha dato poi ampie assicurazioni sul fronte dell’autonomia societaria del sito siderurgico ternano. E ai rappresentanti dei lavoratori ha detto che vuole aumentare la redditività dell’azienda e che tutto quello che Terni guadagnerà sarà reinvestito sul polo umbro e non dirottato in altre aziende del gruppo. Il cavaliere resterà in fabbrica fino al pomeriggio di venerdì 4 febbraio per vedere da vicino come funzionano i vari reparti per poi mettere a punto il piano industriale che la settimana prossima presenterà ai rappresentanti delle istituzioni locali.