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Perugia, all'asta per 5 milioni il residence bruciato

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Finisce all’asta il residence Quattro Stagioni, l’immobile nel centro di San Sisto costituito da quattro palazzine con 140 appartamenti. Alcuni di questi portano ancora i segni dell’incendio che si era sviluppato nel maggio 2015 per cause mai chiarite. 

 

 

 

 

Il primo tentativo di vendita all’incanto è per il 29 marzo, si parte da un prezzo base di 5 milioni. L’Inail, l’ente proprietario degli immobili di via Antimo Liberati, ha pubblicato online il bando completo e corredato dei riferimenti necessari per concordare eventuali visite. Lo stesso ente, nel 2018, aveva tentato una carta diversa avviando una indagine di mercato per affittare i 140 appartamenti e trasformarli in alloggi per studenti, docenti e personale universitario. Di manifestazioni di interesse, però, non ce n’erano state. E le palazzine della vergogna, così erano state definite dai residenti della zona, sono rimaste luogo di abbandono e degrado, rifugio di abusivi e più volte oggetto di proteste e raccolte di firme da parte dei cittadini. Sempre nel 2018, l’allora consigliere comunale Carmine Camicia aveva inviato una denuncia a Corte dei conti, guardia di finanza e procura della Repubblica di Perugia per chiedere accertamenti sulle condizioni degli immobili che erano stati realizzati con i fondi del Giubileo con l’obiettivo di essere utilizzati per scopi sociali. L’Inail aveva affidato le palazzine a un privato che ne fece un residence (Le quattro stagioni, appunto) ma problemi giudiziari avevano portato al fallimento del progetto e all’abbandono dell’intero immobile. Le segnalazioni di Carmine Camicia avevano raggiunto lo scopo di puntare i riflettori sulla vicenda tanto da far arrivare la troupe delle Iene.

 

 

 

 

Ma di fatto nulla era cambiato tanto che due anni fa, in piena emergenza sanitaria, i residenti di San Sisto avevano di nuovo sottoscritto una petizione per sensibilizzare sia il Comune di Perugia, dal punto di vista della sicurezza pubblica, che l’Inail. Nella stessa raccolta firme si faceva presente che le condizioni di degrado dell’immobile poteva avere ripercussioni negative in un quartiere già segnato dalla crisi degli ultimi anni e poi aggravata dalla pandemia. Ora il tentativo di vendita da parte dell’Inail potrebbe dare il via a un nuovo capitolo nella storia di queste palazzine. Ma chi a San Sisto vive e lavora da anni si dice scettico. E guarda con perplessità a quel prezzo base di cinque milioni che l’Inail ha fissato per la vendita all’incanto.