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Umbria, Zaffini sulla verifica di maggioranza: "Bene apertura Tesei, ora serve accelerare su rilancio economia"

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In questi giorni è chiuso nella sua casa a due passi dall’acropoli di Perugia il senatore Franco Zaffini, capogruppo in commissione sanità e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, positivo al Covid (“sono solo un po’ raffreddato, ho tre dosi di vaccino”) eppure impegnatissimo tra meeting, videoconferenze e chiamate. Ma non si tira indietro all’invito di replicare alla governatrice Donatella Tesei, che al Corriere dell’Umbria si dice disponibile a quella verifica di maggioranza che da tempo il gruppo di FdI sollecita.
Senatore, la presidente Tesei si è detta assolutamente aperta al confronto...
Non è una sorpresa. Prima di inoltrare la richiesta formale di verifica programmatica come gruppo di Fratelli d’Italia avevo avuto premura di avvisare sia, tramite chat, i segretari di partito Romizi e Caparvi sia, personalmente, la presidente. 
E quale era stata la loro posizione?

Da Romizi e Caparvi avevo ricevuto un silenzio-assenso, tanto che poi mi hanno un po’ sorpreso le prese di posizione di Modena e Caparvi. La presidente, invece, ha subito condiviso la necessità di procedere, a metà legislatura, a una verifica sui blocchi programmatici più importanti, dalla sanità all’economia, dalle infrastrutture alla riorganizzazione della macchina amministrativa. Il Covid ci ha rubato tempo, energie e anche un po’ di attenzione rispetto alla necessità di procedere a riforme di sistema che diano il segno del vero cambiamento in Umbria. 

 

 

 


 

 

 

Su quale di questi filoni, a suo parere, è assolutamente necessario accelerare? 
Dopo lo tsunami del Covid l’urgenza è l’economia regionale. Prodotto interno lordo, tasso di occupazione, occupazione giovanile e femminile sono tutte questioni su cui l’Umbria è ancora indietro. E si deve intervenire partendo da una profonda riforma delle partecipate che possa contribuire al nuovo corso dell’economia.
Sulle partecipate, in realtà, si sta attuando un importante piano di razionalizzazione, non le sembra sufficiente? 
Sulle partecipate la presidente ha lavorato direttamente e bene. Ma ora vanno attuate riforme di sistema, non possiamo pensare di agire in economia con gli stessi strumenti di venti anni fa, anzi con gli stessi strumenti che utilizzava la sinistra e con i quali, peraltro, era più brava. Laddove ci sono risorse limitate e comunque scarse, la teoria economica da privilegiare è quella di “far bere i cavalli che corrono e fanno da traino”: basta con i bandi da 10 mila euro, si deve cambiare paradigma. E va anche rinnovata la cassetta degli attrezzi altrimenti rischiamo di restare indietro.
Senatore, quindi secondo lei un cambiamento forte in Umbria ancora non c’è stato?
Ancora no. C’è stata una maggiore attenzione, una volontà di uscire da certe logiche, sicuramente anche una spinta verso l’innovazione ma i risultati veri non si sono visti. In Umbria si soffre, non si trova lavoro, le attività commerciali sono in difficoltà. Servono progetti seri di sviluppo. Vanno cambiati gli strumenti, dobbiamo agire con provvedimenti di sistema. 

 

 

 


 

 

 

Come giudica, invece, la gestione dell’emergenza sanitaria?
L’emergenza Covid è l’aspetto migliore di una sanità regionale che soffre. La risposta all’emergenza è stata valida e lo attestano tutti gli indicatori, io che mi occupo di sanità ormai a tempo pieno posso testimoniare che dell’Umbria si ha un feedback assolutamente positivo a livello nazionale. Diverso è il quadro complessivo dove i direttori non hanno dato la migliore prova di se stessi per cui - sotto un assessore che giudichiamo assolutamente competente e capace - dobbiamo costruire una catena di comando che in questo momento non c’è. Anche qui ci presenteremo con proposte concrete. 
La verifica di maggioranza servirà anche a evidenziare la necessità di una ulteriore rappresentanza di FdI in giunta?
La verifica che sollecitiamo è di maggioranza e programmatica, non è una verifica di giunta. La giunta è un organo che compete alla presidente e le cui scelte sono esclusivamente nelle sue mani. Detto questo, a mio avviso è inconcepibile che FdI non abbia un suo rappresentante. Ritengo che la questione si stia trascinando dietro da tempo e che la presidente dovrebbe farci sapere cosa intende fare.
Crede, invece, che le tensioni nel centrodestra a livello nazionale possano ripercuotersi sul governo regionale?
Assolutamente no. Sono d’accordo con Tesei: in Umbria abbiamo vinto insieme e governiamo insieme. L’esclusione di FdI dalla giunta potrebbe essere l’unico corto circuito. Noi non facciamo del rimpasto un argomento politico o programmatico ma se arriveremo a fine legislatura e le cose non saranno cambiate, è evidente che la presidente non potrà avere il nostro appoggio per una eventuale riconferma.