Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid in Umbria, la lite per la vaccinazione dei figli finisce davanti al giudice dei minori

Esplora:

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

La madre e il suo nuovo compagno sono no vax, il padre è pro vaccino: lo scontro per l’immunizzazione anti Covid della figlia 12enne finisce davanti al giudice del tribunale dei minori. E’ il primo caso reso noto in Umbria. La donna, rappresentata dall’avvocato Gianni Dionigi, sentita dal Corriere dell’Umbria, spiega che è contraria per motivi di salute. La figlia avrebbe l’asma. “E rischierebbe la vita con l’iniezione”, sostiene la donna.

Il padre, di contro, ha presentato al cospetto del magistrato un certificato del pediatra che attesta la possibilità di fare il vaccino da parte della minore. La Società italiana di pediatria assicura, dati alla mano, che i bambini con asma possono essere vaccinati. La bambina è collocata in casa dell’uomo ed è seguita dai servizi sociali, così come il fratello di sei anni che la madre dice di non vedere da tempo. Una separazione fatta di denunce, procedimenti penali e tante udienze in tribunale per l’affidamento dei bambini. Dieci anni di battaglia legale. L’ultimo motivo di scontro è proprio la vaccinazione anti Covid. Siamo in una frazione a nord di Perugia. Cristina, la madre, spiega che in un’udienza dell’ottobre scorso dal giudice dei minori “il padre ha proposto la vaccinazione di mia figlia e io mi sono opposta. La bambina ha 12 anni, soffre d’asma ha bisogno del cortisone e non può portare neanche la mascherina”, dice la madre no vax. “Anche mio figlio più piccolo, che non vedo da anni, ha problemi di salute. Per questo chiedo di non vaccinarli. Se lo faranno ne pagheranno le conseguenze. Potrò andare anche rischiare una denuncia ma lo farò per un motivo giusto. Il padre davanti al giudice ha detto che la vuole vaccinare per farla uscire con gli amici, per andare al ristorante. Così rischia la vita”, conclude la donna.

Le autorità sanitarie, stando a quanto si apprende, avrebbero rilasciato documenti che attestano che i due minori possono essere vaccinati. Non ci sarebbero quindi patologie che rendono incompatibile l’immunizzazione. Il caso sarà affrontato nella prossima udienza, fa sapere ancora la madre, dato che il papà dei piccoli è ancora intenzionato a far vaccinare in particolar modo la figlia più grande. La decisione è rimessa al giudice.