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Gubbio, condannato a due anni e otto mesi per violenza sessuale

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Era accusato di violenza sessuale, ha scelto il rito abbreviato ed  è stato condannato a due anni e otto mesi, a 20 mila euro di risarcimento e al pagamento delle spese processuali. Protagonista un uomo di Gubbio di 35 anni, che è stato giudicato colpevole di aver abusato sessualmente di una sua coetanea, dopo una serata fuori controllo, trascorsa a bere in maniera smisurata in vari locali della città.
I fatti. Una ragazza eugubina 35enne, difesa dall’avvocato Fabio Antonioli, insieme a una amica è uscita per andare a divertirsi. In un locale hanno incontrato l’amico e insieme si lasciano andare con l’alcol per divertirsi. A un certo punto i tre, dopo aver fatto un giro nei locali aperti della città e aver ingerito diversi alcolici hanno acquistato altre bottiglie di birra e si sono diretti a casa dell’amico per continuare a divertirsi. La notte è andata avanti così ancora per qualche ora. Ad un certo punto però, secondo la ricostruzione dei fatti, l’amica, anche lei visibilmente alterata dall’alcol, è tornata a casa lasciandoli da soli. 

 

 

La donna ha raccontato ai carabinieri prima, e al giudice poi, di essersi addormentata perché completamente ubriaca e di essersi svegliata in camera da letto, mentre l’uomo stava abusando di lei. Ha detto di essersi ribellata e di aver cercato di liberarsi “ma non è stato facile uscire dalla morsa” del giovane. 
In qualche modo però c’è riuscita e, in preda alla paura e alla vergogna, si è subito diretta a casa. 
A quel punto, come spesso accade, le è mancata la forza, il coraggio, di recarsi subito al pronto soccorso. Lo choc, la vergogna, il bisogno di dimenticare quanto accaduto la trattenevano ma alla fine ha cambiato idea. 

 

 

Qualche ora più tardi, dopo essersi un po' ripresa e aver riposato qualche ora si è fatta coraggio e si è rivolta ai medici del pronto soccorso dell’ospedale di Branca.
Ancora molto provata da quanto accaduto, si è recata successivamente presso la caserma dei carabinieri della compagnia eugubina dove ha raccontato quanto le era accaduto e ha presentato la denuncia nei confronti dell’uomo: non aveva dubbi e incertezze. L’aveva violentata. Nel suo percorso processuale si è affidata all’avvocato Antonioli, mentre l'uomo accusato di aver abusato sessualmente di lei ha continuato a chiamarla continuamente anche nei giorni successivi.