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La presidente Donatella Tesei: "Il rilancio dell'Umbria è avviato, ora avanti ancora insieme"

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Il passaggio dell’Ast da ThyssenKrupp ad Arvedi, i progetti di rilancio previsti dal Pnrr, la razionalizzazione delle partecipate e la gestione della pandemia ma anche l’apertura a una verifica di giunta. La settimana che ha portato alla nomina del capo dello Stato sembrava di stallo per la politica, invece, almeno a livello regionale, assolutamente niente si è fermato.

La governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei, che era tra i grandi elettori, dice di non voler perdere tempo: va progettato il futuro dell’Umbria. 
Presidente, quanto è stata importante la firma di Arvedi per Terni e la regione?
Decisiva. Al di là degli incontri e delle operazioni di voto, ho approfittato della permanenza a Roma per ragionare insieme al ministro Giorgetti sull’Ast e su Terni nella convinzione che il rilancio del sito è di straordinaria importanza per la regione così come per l’acciaio italiano ed europeo. 
Come giudica il percorso che si è appena concluso? 
I tempi che ci eravamo dati sono stati rispettati e continueremo a essere attenti e vigili. Domani (oggi, ndr) mi sentirò telefonicamente con il cavaliere Arvedi per fissare un incontro, che probabilmente avverrà già la prossima settimana, e parlare del nuovo piano industriale. Come Regione garantiremo tutte le migliori condizioni perché questa azienda possa attuare i suoi obiettivi di valorizzazione del sito, innovazione tecnologica, mantenimento dei livelli occupazionali. 

 

 

 

 


 

 

 

La vicenda Ast si inserisce in un piano di crescita per l’Umbria che non può prescindere da un potenziamento delle infrastrutture. Quale sarà, in questo contesto, il peso del Pnrr?
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza gioca un ruolo strategico e noi ci stiamo muovendo per coglierne tutte le opportunità. Siamo ben consapevoli dell’importanza di potenziare la rete infrastrutturale e in questa direzione siamo subito andati. Aziende e lavoro sono al centro della nostra politica: tutte le imprese, dalla manifattura al turismo, devono essere messe nelle condizioni di poter usufruire delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo.
A proposito di turismo, l’aeroporto dell’Umbria sembra finalmente avere intrapreso la rotta giusta. Che ne pensa?
Nonostante la situazione pandemica il nostro aeroporto raggiunge quota tredici destinazioni sia nazionali che internazionali. Si continua a lavorare sulla Germania, Monaco potrebbe diventare strategica nell’ottica di aprire la regione e renderla accessibile al mondo. Intanto si va a potenziare il traffico sul Regno Unito. 
Un’altra rivoluzione in corso è quella che riguarda il lavoro di razionalizzazione delle partecipate. Si andrà avanti su questa strada?
Riuscire a risparmiare è importante ma ancor di più è riuscire a farlo senza andare a intaccare i servizi e, anzi, mettendo le nuove risorse a disposizione dei cittadini. Domani (mercoledì 2 febbraio, ndr) porterò in giunta una delibera relativa alle partecipate che prevede obiettivi precisi da conseguire e linee programmatiche che vari amministratori dovranno raggiungere. Risparmiare, dunque, non tagliare. Ottimizzare le risorse è importante perché con i soldi non spesi si possono fare operazioni a favore delle imprese e delle famiglie. 

 

 

 


 

Tra i temi più complicati da affrontare c’è quello relativo alla ricostruzione. Pandemia e rincari rischiano di frenarla di nuovo? 
Sin dalla prima riunione della cabina di regia, di cui sono vice commissario, si è data una sterzata alla ricostruzione. Con il commissario Legnini abbiamo incontri quasi giornalieri. I dati relativi al 2021, che mi impegno a illustrare entro brevissimo tempo nel corso di una conferenza stampa, dimostrano che sia la ricostruzione pubblica che quella privata stanno raggiungendo risultati soddisfacenti. Pandemia, carenza di imprese edili, rincari dei materiali possono incidere ma ci auguriamo non in maniera drastica. 
Possiamo definire il 2021 come l’anno della svolta?
Il vero anno della svolta è stato il 2020 quando effettivamente abbiamo fatto partire la ricostruzione cominciando con il portare via le macerie che ancora erano lì. 
Presidente, per quanto riguarda la pandemia l’Umbria si conferma in zona bianca ma i ricoveri sembrano tornare a crescere. E’ preoccupata?
Quella relativa all’emergenza sanitaria è una situazione che monitoriamo costantemente attuando tutte le iniziative utili e necessarie per frenare questa ondata che molti hanno definito anomala. Un aumento dei ricoveri è fisiologico in questa fase, di pari passo stanno calando i positivi e sta crescendo il numero delle persone guarite, una situazione che ci fa rimanere tranquilli dal punto di vista dei posti letto occupati e della possibilità di cura. 
A questo proposito, come procede la vostra guerra contro le liste di attesa?
Le rispondo con i numeri: siamo partiti il primo giugno 2020 con 235.199 richieste di prestazioni ambulatoriali che si erano accumulate da prima del lockdwon, addirittura prima del nostro arrivo. Ebbene, di queste, al 25 gennaio 2022, ne sono rimaste 1.045. Abbiamo eliminato tutto il pregresso anche se nel frattempo altre prestazioni, con il meccanismo della prenotazione, continuano ad accumularsi. 
Venendo a temi più squisitamente politici. Fratelli d’Italia sollecita una verifica di maggioranza, cosa risponde?
Ben venga. Del resto non sarebbe la prima: in questi due anni ci siamo sempre confrontati sulle linee di governo. Sono contenta, anzi, di condividere il percorso dei prossimi anni e accelerare su tanti punti di programma di governo che vanno portati avanti con determinazione. 

 

 

 


 

 

 

Crede che lo strappo nel centrodestra che si è consumato a livello nazionale possa avere ripercussioni sul governo regionale?
Da quando sono stata eletta il mio unico obiettivo è stato quello di lavorare per il bene dell’Umbria e dei cittadini umbri. Credo che questa regione abbia saputo dimostrare di essere in grado di dare risposte straordinarie. E’ su questa strada che dobbiamo andare avanti, tutti insieme.