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Perugia, dopo il congresso Pd alta tensione fra Bori e Leonelli

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Alta tensione dopo il congresso Pd al Capitini. L’intervento del segretario regionale Tommaso Bori scatena la reazione del suo predecessore Giacomo Leonelli. Bori ripercorre le tappe che hanno portato ad anni di sconfitte e al commissariamento del Pd in Umbria: “Parto dalle politiche del 2018: in quell’occasione l’arroganza e il cinismo di alcuni, che hanno anteposto i percorsi personali al progetto collettivo, ci hanno portato a una sconfitta in tutti i collegi”. E ancora, riferendosi alle regionali 2019: “... quando travolti da vicende più grandi di noi non siamo stati in grado di seguire un progetto vero per cui per trascinamento e per inerzia si è andati incontro a una sconfitta”.

 

 

Ma al segretario regionale bruciano di più le amministrative del 2020 quando il Pd non ha presentato le liste. “Se c’è stato un momento in cui il Partito democratico non è stato democratico è stato quello dei due anni di commissariamento. Anni caratterizzati da immobilismo e silenzio in cui abbiamo sbagliato tutti gli appuntamenti”.

 

 

Parole digerite male da Leonelli che nel suo profilo Facebook scrive: “Mi giungono voci che al congresso del Pd di Perugia, il giovane segretario regionale, anziché concentrarsi sul futuro della città che eppure ne avrebbe un certo bisogno, si sia soffermato nel suo intervento nel rimarcare le (presunte) nefandezze di colui che era al suo posto ben 4 anni fa (e cioè il sottoscritto, che diede le dimissioni da ogni carica politica il 4 marzo 2018). Ometterei di stigmatizzare oltre in questa sede l’ennesima caduta di stile, visto che bon ton vorrebbe che non si parlasse male di chi, anni fa, ti ha preceduto al tuo posto. Del resto la logica del capro espiatorio lo si sa, è poco produttiva nel medio-lungo periodo, ma nel breve compatta istinti e pance delle tifoserie contro qualcuno. Nel caso in oggetto dovremmo comunque interrogarci sul concetto di breve periodo, visto che anche il Pd di Letta pare aver interrotto il refrain del capro espiatorio verso Renzi. Dunque forse sarebbe opportuno per tutti, che il Pd umbro iniziasse a guardare avanti. Peraltro, come raccontano le cronache, nel Pd umbro ormai un nuovo, giovane e baldanzoso gruppo dirigente affiancherà il segretario regionale: sarebbe un errore distoglierlo dalla sua fisiologica voglia di futuro, per perdere tempo con quei vecchi arnesi della nefasta segreteria Leonelli”.