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Umbria, progetto Cna e Inail per ridurre l'incidenza delle malattie professionali

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Sono state 1.605 le denunce presentate all’Inail nel corso del 2020 per malattie professionali, il 66% di queste riguardano l’apparato muscolo-scheletrico. Un andamento in crescita che nel novembre 2021 ha portato a un ulteriore incremento dei casi del 35,5%. Numeri importanti che si traducono in disagi per i lavoratori e in costi per le imprese e per la collettività. Partendo da queste considerazioni è nato il progetto “Lavoriamo sui comportamenti” voluto da Cna Umbria e realizzato in collaborazione con la direzione regionale dell’Inail. I risultati dell’iniziativa sono stati presentati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa online che si è aperta con una breve presentazione del direttore Cna Umbria, Roberto Giannangeli. “Il nostro obiettivo - ha evidenziato - è quello di mettere le aziende nelle condizioni di poter lavorare in sicurezza, rispettando le norme e riducendo gli incidenti”. Il progetto, partito ufficialmente pochi mesi prima dell’arrivo del Covid e rallentato proprio dalla pandemia, ha coinvolto 27 medie, piccole e micro imprese dei tre settori considerati più a rischio, vale a dire manifatturiero, costruzioni e autoriparazione, per un totale di 245 lavoratori.

 

 

 

 

 

 

 

“Il progetto – ha spiegato Anna Lisa Agneletti, responsabile settore ambiente & sicurezza Cna Umbria – ha avuto l’obiettivo di far acquisire ai lavoratori la consapevolezza che la salute dell’apparato muscolare e osteoarticolare dipende anche dal proprio comportamento, dalle posture assunte durante le attività lavorative ed extralavorative, dall’abitudinarietà, consolidata nel tempo, nell’esecuzione delle fasi operative svolte durante il lavoro. Considerando che i comportamenti lavorativi sbagliati rappresentano anche l’80% di quelli svolti abitualmente, si può comprendere quanto, andando a correggerli, si possa influire positivamente sulla riduzione delle malattie che ne scaturiscono. Il lavoratore, quindi, diventa protagonista della propria salute, presente e futura. La sicurezza sta diventando sempre di più una componente della sostenibilità sociale delle imprese, perché va a incidere positivamente non solo sull’abbattimento dei trend relativi agli incidenti sul lavoro e alle malattie professionali, ma anche – ha concluso Agneletti – sulla qualità della vita dei lavoratori.”

 

 

 

 

 

“Inail ha contribuito allo sviluppo del progetto in quanto  affronta una tematica attuale e urgente - ha evidenziato Alessandra Ligi, direttore regionale Inail Umbria – Diventa indispensabile un impegno collegiale per migliorare la gestione e la prevenzione dei disturbi muscolo scheletrici che rappresentano oggi la quasi totalità delle malattie professionali denunciate all’Istituto. La pandemia ha inciso in maniera rilevante sull’organizzazione del lavoro e puntare sui lavoratori rappresenta il valore aggiunto di questa collaborazione.” Erika Minni, coordinatrice di Progetto Cna Umbria, ha rimarcato come andando a intervenire su gesti compiuti quotidianamente, attraverso il coinvolgimento attivo dei lavoratori, si riesca a raggiungere risultati importanti andando a migliorare pure la sostenibilità sociale delle imprese