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Terni, maltrattamenti: botte, minacce e persecuzione alla ex, pensionato narnese arrestato dai carabinieri

Maria Luce Schillaci
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Un vero e proprio calvario, fatto di botte, minacce e pedinamenti, per una donna che alla fine ha deciso di sporgere denuncia riuscendo a fare scattare le manette ai polsi del suo persecutore, un pensionato narnese, arrestato dai carabinieri di Narni scalo, in provincia di Terni, per atti persecutori dopo tre mesi di indagini.

 

E’ il procuratore capo di Terni, Alberto Liguori, a definire l’uomo “aguzzino”: “Ancora una volta il circondario di Terni – afferma – è teatro di un grave fatto nei confronti di una donna. Un calvario fatto di continue vessazioni – afferma Liguori -, violenze, danneggiamenti, pedinamenti anche in luoghi pubblici, tanto da aver consumato le residue capacità di resistenza della vittima, bombardata da sms, messaggi su Whatsapp che ne hanno fiaccato la mente e il corpo, facendola vivere in un continuo stato d’ansia e di prostrazione, con concreto pericolo per la propria incolumità psicofisica”.

Un invito a denunciare, dunque, da parte del procuratore, “per prevenire e, soprattutto, per esortare chiunque vive il medesimo dramma a rivolgersi ai centri di aiuto, alle forze di polizia e alla magistratura requirente della procura della Repubblica di Terni. Facendo squadra – continua Liguori - la risposta giudiziaria non si farà attendere. Siamo muniti di protocolli istruttori che consentono di seguire le indagini in prima persona, svolgiamo indagini anche a favore dell’indagato, rispettosi del precetto costituzionale che vuole l’imputato innocente fino alla sentenza definitiva di condanna".

 

 

"Il quadro cautelare provvisorio che è emerso – prosegue il procuratore capo– è allarmante e di eccezionale gravità: gli esiti delle prime attività investigative hanno confermato un’attività persecutoria costante e con più che probabili e, allo stato scongiurati, sconfinamenti in fatti reato ben più gravi. La fine di una storia d’amore malata causa la presenza di freni inibitori inficiati, unitamente a una cultura retrograda e primitiva della donna oggetto e non soggetto di una relazione sentimentale, concretamente – conclude - può sfociare nell’ennesimo episodio di femminicidio”.

Tenere alta la guardia, quindi, rimarca Liguori, la vicenda di fatto si inserisce in un periodo che, sulla base dei dati della procura ternana, ha fatto registrare un aumento preoccupante dei reati da ‘codice rosso’: dal 30 giugno 2020 al primo luglio 2021 il numero di iscrizioni per violenze sulle donne erano 43, mentre dal 2 luglio 2021 al 26 gennaio 2022 ne sono state già iscritte 133 con un aumento superiore al 50%.