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Perugia, il comitato Antipuzza: "Accordo per la delocalizzazione dell'impianto Agri Flor entro la fine del 2024"

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Agri Flor, c'è l'accordo per la delocalizzazione da Villa Pitignano entro la fine del 2024. Lo rende noto il  comitato spontaneo Antipuzza che ieri con l'avvocato Valeria Passeri è stato convocato in Regione - ufficio del Servizio autorizzazioni ambientali - per discutere dell'accordo tra Regione, Comune di Perugia e la stessa ditta che produce compost dai rifiuti. L'oggetto dell'accordo, "ormai definitivo", scrive Passeri, prevede "la progressiva dismissione dell'impianto di trattamento rifiuti di Agri Flor, a decorrere dalla data di sottoscrizione di questo contratto sino al 31 dicembre 2024, data di cessazione dell'attività, concordata tra le parti". Se, per tale data, Agri Flor non avrà ancora dismesso il suo impianto, "la sua autorizzazione sarà comunque automaticamente nulla, priva di efficacia", sarebbe uno termini dell'intesa.
Già dal 30 settembre 2024, "si interromperà definitivamente la ricezione dei rifiuti e sin dalla data della stipula, ci sarà la riduzione e la eliminazione di alcune tipologie di rifiuti", informa Passeri.

Non potranno fin da subito essere trattate quantità di rifiuti superiori alle 25 mila  tonnellate all'anno. Cambieranno altresì le modalità di lavorazione: i rifiuti non rimarranno in camera di compostaggio soltanto 14 giorni, ma 20 giorni. Ciò varrà per tutti i rifiuti, anche per quelli verdi." Lo stanziamento in camera di compostaggio è fondamentale per ridurre il tempo di permanenza dei rifiuti all'aperto, causa principale degli intollerabili miasmi, che hanno portato alla costituzione, vent'anni fa, del Comitato e all'apertura di numerosi processi amministrativi e penali", è scritto nella nota degli ambientalisti.
Il Comitato ha verbalizzato che "non è questo il modo di trattare una problematica ambientale così importante, in cui i portatori di interessi diffusi vengono a conoscenza dell'accordo, quando questo è stato già definito tra enti e impresa, senza il coinvolgimento dei cosiddetti stakeholders (comitati e associazioni)". Importante, concludono gli ecologisti "che nell'accordo ci siano clausole che escludano recisamente proroghe della data di cessazione dell'attività ed ulteriori defatiganti  impugnazioni".


Peraltro, il comitato ha insistito sulla previsione di fideiussioni che garantiscano effettivamente la dismissione dell'impiantistica e la successiva bonifica, e che, fino al 31 dicembre 2024, siano intensificati i controlli da parte di Arpa e Usl.