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Perugia, accoltella il vicino di casa: condannato a 7 anni per tentato omicidio

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Sette anni di reclusione per aver accoltellato il vicino di casa. E’ questa la sentenza di condanna emessa ieri, al termine del processo con rito abbreviato, per Abbas Afzali, un iraniano di 64 anni che il 26 agosto dello scorso anno si presentò al comando provinciale dei carabinieri con due valigie e il coltello con cui poco prima aveva ferito la vittima dicendo di volersi costituire. 

 


Ora, a cinque mesi dai fatti, arriva la sentenza. Il giudice per l’udienza preliminare, Valerio D’Andria, ha emesso una pena anche più severa di quanto richiesto dal sostituto procuratore, Massimo Casucci, che aveva sollecitato sette anni. L’avvocato Franco Libori, che invece difendeva l’imputato ha chiesto la riqualificazione del reato da tentato omicidio a lesioni gravi, che avrebbe significato una condanna più lieve. Ma il giudice  non ha accolto la linea difensiva. All’imputato venivano pure contestate alle aggravanti dell’aver agito con premeditazione, lo ha confessato lui stesso quando si è costituito al comando provinciale, e di aver tentato di uccidere un uomo mentre era sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. Motivo per cui in caserma andava continuamente, per mettere la firma. Ma, quel giorno arrivò a un orario strano e con due valigie.

 

 

In una c’era il coltellaccio con cui aveva colpito all’addome il suo vicino di casa. Ai carabinieri disse di aver ripulito l’arma dal sangue del conoscente e raccontò l’accaduto.   Nel procedimento la vittima, un uomo di 46 anni di origine napoletana, era costituito parte civile con l’avvocato, Vincenzo Maccarone. La vittima, a causa delle due profonde coltellate aveva avuto una prognosi di 30 giorni e “l’indebolimento permanente della funzione contenitiva della parete muscolo-facciale”. I motivi dell’aggressione non sono mai stati chiariti fino in fondo dalle parti. Ognuno ha raccontato una versione ai carabinieri. Ma alcune certezze ci sono: imputato e vittima sono coindagati in un procedimento per droga. Si conoscevano da molti anni ed erano vicini di casa.  Cosa avvenne il 26 agosto in via Settevalli però è rimasto nebuloso. La vittima ha raccontato di aver attribuito l’aggressione subìta alla richiesta che aveva fatto poco prima all’iraniano di riavere indietro 250 euro che gli aveva prestato qualche giorno prima perché aveva bisogno per pagare le bollette.  L’imputato invece ha detto di averlo aggredito per “dargli una lezione” perché il 46enne guardava con insistenza le ragazzine minorenni. Due versioni che non hanno mai convinto fino in fondo. Ad ogni modo l’aggressione, avvenuta nel cortile di un bar, venne vista da un testimone che confermò la dinamica dei fatti.