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Umbria, stangata rincari anche sui Comuni

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I rincari energetici rischiano di mettere in seria difficoltà anche i 92 Comuni dell’Umbria. Gli enti locali, alle prese proprio in questi giorni con la programmazione economica del 2022, sono costretti a tenere conto anche dell’aumento esponenziale dei costi energetici che in alcuni casi si traduce in centinaia di migliaia di euro in più di spesa corrente. Cristina Bertinelli, assessore al bilancio del Comune di Perugia, snocciola qualche cifra: “La spesa per il gas nel 2021 è stata di circa 1 milione 770 mila euro, quella per l’energia elettrica di 1 milione e 800 mila euro. A questa va aggiunta la pubblica illuminazione il cui costo complessivo dell’appalto 2021 è stato di 4 milioni e 400 mila euro. Nel 2022 - evidenzia- l’aumento complessivo stimato è di circa 600 mila euro, pari al 16% circa. Ma sarà sufficiente?”.

 

 

 

 

Anche a Terni l’aggravio stimato per energia elettrica e gas si aggira intorno ai 600 mila euro. La stima è dell’energy manager di Palazzo Spada, Nazareno Claudiani: “Nel 2021 - evidenzia - il Comune ha speso due milioni e mezzo per l’energia elettrica e 500 mila euro per il gas per cui la previsione è di un aggravio di circa 500 mila euro per l’energia elettrica e di 100 mila euro per il gas”. L’assessore al bilancio, Orlando Masselli, spiega che il Comune sta ancora predisponendo il bilancio preventivo 2022. “Basandoci sulle proiezioni dell’energy manager - aggiunge - vedremo come far fronte alla situazione”.

 

 

 

 

 

Anche a Foligno, secondo quanto evidenzia l’assessore competente, Elisabetta Ugolinelli, si sta lavorando sul bilancio di previsione. “Vedremo come contenere l’impatto dei rincari”, evidenzia. Soffrono i grandi ma anche i piccoli Comuni. Il sindaco di Spello, Moreno Landrini, spiega di aver approvato il bilancio di previsione 2022 in tempi record, già nel novembre dello scorso anno. “Siamo un Comune virtuoso da questo punto di vista - dice orgoglioso il primo cittadino - E’ chiaro che la questione dei rincari ci creerà ora qualche problema in termini di equilibrio delle spese”. Massimo Messi, sindaco di Preci, comune della Valnerina colpito prima dal terremoto, poi dal Covid, ora dai prezzi che schizzano alle stelle, spiega che a questo punto i conti rischiano davvero di non tornare più. “La spesa annua di energia elettrica per gli immobili come scuole e farmacie si aggira intorno ai settemila euro - spiega - quella per la pubblica illuminazione attorno ai 98 mila euro. Quello che prevediamo è un aggravio complessivo di circa 50 mila euro a fronte di entrate che sono diminuite perché i residenti sono sempre di meno. Il rischio è che non riusciamo a coprire le spese. Ma il nostro obiettivo è quello di non aumentare le tasse, anzi di aiutare sempre di più le famiglie in difficoltà”. Tasse invariate e servizi di qualità garantiti è la promessa che fanno tutti gli amministratori locali in un periodo complicato come questo.

 

 

 

 

 

 

Simone Selvaggi, assessore al bilancio del comune di San Giustino, è uno di quelli che i conti li fa quadrare sempre, come un buon padre di famiglia. “Ultimamente abbiamo lavorato molto sull’efficientamento energetico - evidenzia - ma chiaramente questo non basterà. Solo nell’ultimo quadrimestre del 2021 i rincari ci hanno fatto pagare 90 mila euro in più tra gas ed energia elettrica. La speranza è che dalla primavera i costi si abbassino, così come da previsione. Nel frattempo possiamo contare su un avanzo di bilancio mentre contiamo negli aiuti statali che anche l’Anci sta sollecitando”. L’Associazione dei Comuni, presieduta in Umbria dal sindaco di Deruta Michele Toniaccini, ha già chiesto al governo un piano di sostegno per aiutare gli enti locali a sopravvivere a questa ennesima mazzata.