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Perugia, iniziata la cura all'affresco di Raffaello nella cappella di San Severo

Sabrina Busiri Vici
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Montato il ponteggio, sono iniziati i lavori di manutenzione e restauro all’affresco di Raffaello nella cappella di San Severo, a Perugia. Lo spazio rimarrà chiuso al pubblico. “Occorrerà circa un mese per portare a termine l'intervento di ripulitura già programmato - puntualizza l'assessore alla cultura Leonardo Varasano -. Contiamo di poter riaprire prima dell'arrivo della primavera per non inficiare le visite turistiche”. L'affresco, infatti, è tra le opere più attrattive della città (nelle celebrazioni del Cinquecentenario è stato un boom di presenze). L’affresco, unica opera del Maestro rimasta in città, raffigura la Trinità e Santi benedettini e camaldolesi ed è datato 1505-1508. L’opera, dopo la prematura morte di Raffaello, fu portata a termine da Pietro Perugino nel 1521. Nel luglio dell'anno scorso tra l'altro sono stati portati a termine i primi interventi del progetto di adeguamento del sito che hanno interessato l'impianto di illuminazione per consentire proprio di ammirare al meglio l'opera rinascimentale.

 

Intanto sono stati resi noti i numeri della mostra Fortuna e mito di Raffaello in Umbria promossa e organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Perugia e curata dal professor Francesco Federico Mancini. La mostra chiude i battenti con oltre 8.500 visitatori in soli 97 giorni effettivi di apertura. “Il bilancio che si registra al termine della mostra Fortuna e mito di Raffaello in Umbria è a dir poco straordinario – dichiara l’assessore Varasano -. L’interesse suscitato nel pubblico, nonostante la recrudescenza pandemica, è stato notevole: in tre mesi palazzo della Penna è stato il terminale di un flusso continuo di visitatori, italiani e non. Un esito così significativo è motivo di soddisfazione e ci ripaga della tenacia con cui si è voluta realizzare questa mostra. Volevamo omaggiare Raffaello e il suo legame con Perugia e ci siamo riusciti”.

 

Le 99 opere, concesse dai numerosi musei, fondazioni e collezionisti privati, ora si accingono a prendere la strada del ritorno, lasciando il museo di palazzo della Penna ma restando impresse nel corredo fotografico del catalogo della mostra, edito da Aguaplano. L’altissima richiesta di visite guidate, sia per le scuole che per gruppi privati, e le buone vendite del catalogo denotano un interesse spiccato per i temi trattati in mostra.