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Covid in Umbria, cresce ancora il contagio nelle scuole: 190 classi in isolamento e 9.400 studenti positivi

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Alessandro Antonini
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Se la curva del contagio si conferma in calo, le classi in dad aumentano di giorno in giorno in Umbria. Sia per il meccanismo di quarantena sia per l’incidenza di contagi più alta della media nella fascia under 20. Anzi, tra i 3 e i 5 anni va in controtendenza e cresce, conferma il Nucleo epidemiologico regionale. I numeri sono inequivocabili: dalle 3 classi (tre nidi) isolate al 10 gennaio si è arrivati alle 190 (più 99 in attenzione) rese note ieri. Il dato è sottostimato rispetto alla situazione reale visto che alcune classi vengono caricate in ritardo. La maggior parte è ricompresa in scuole per l’infanzia e elementari. Gli studenti attualmente positivi in Umbria, fascia 6-18 anni, sono 9.400 su una platea di 106 mila. L’8,86% del totale. A questi si aggiungono 1.500 bambini positivi tra 0 e 5 anni.

Se è vero che gli isolamenti scattano soprattutto per gli under 11, nelle medie e nelle superiori rilevano difficoltà per la gestione degli isolamenti per la giungla normativa. “La situazione è da diventare matti”, spiega Silvio Improta, dirigente del Capitini di Perugia. “Soprattutto per le medie e le primarie dove i contagi sono di più e le modalità di quarantena sono diverse. Noi attualmente abbiamo cinque classi in didattica mista. I controlli vengono effettuati all’ingresso, da personale delegato dal dirigente, e sono diretti agli studenti di classi dove ci sono almeno i due positivi perché per frequentare devono sottostare a determinate regole. Nelle classi dove c’è un positivo si usano le ffp2. La nostra dotazione di mascherine è sufficiente ancora per qualche giorno ma abbiamo chiesto l’integrazione”. Non ci sono solo questi problemi.
Al rientro delle vacanze natalizie all'Ipsia Pertini di Terni mancava il 50% degli studenti. Ora la situazione è migliorata e su 700 studenti sono un centinaio quelli assenti con 13 classi in dad mista. “La situazione è migliorata – spiega il dirigente scolastico del Pertini e del Cpia di Terni, Fabrizio Canolla – l'unica criticità che ho nel mio istituto è il fatto che ho difficoltà a reperire dati ufficiali sulla positività degli studenti assenti. I ragazzi comunicano con una semplice telefonata alla scuola di essere positivi, ma non c'è da parte della Asl alcuna comunicazione a riguardo tranne in alcuni casi. Probabilmente questo accade perché alcuni anziché fare il tampone in farmacia o alla Asl fanno quello fai-da-te”.

Per infanzia e elementari anche dove non ci sono incrementi consistenti di positivi, gli isolamenti scattano con tutti i disagi del caso soprattutto per la difficile applicazione della dad. Luigi Sinibaldi, dirigente scolastico della direzione didattica Don Milani di Terni, fa sapere che nella sua scuola “casi singoli sono stati registrati, ma la situazione è stata gestita senza problematiche. Certo è che per gli studenti della scuola dell'infanzia e per la primaria sia la dad che la didattica digitale integrata (una parte segue le lezioni in presenza e l'altra in dad) non è semplice, ma molto impegnativa”.