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Umbria, il sushi con i prodotti tipici del territorio conquista tutti

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Sushi con prodotti tipici della tradizione umbra, il binomio è servito. La proposta culinaria più gettonata del momento arriva da uno spoletino, Matteo Brunamonti, 37 anni, una laurea in relazioni internazionali, un’esperienza di cinque anni a New York prima come manager d’azienda poi come tuttofare nella cucina di un ristorante.

 

 

 

“Sono tornato in Umbria e poco dopo è iniziato il lockdown - racconta - stare chiusi in casa era quanto meno noioso, soprattutto per me. Così ho fatto quello che facevano un po’ tutti, ho iniziato a cucinare. Ma mentre gli altri cercavano il lievito per fare pane e piazza, io acquistavo kit per preparare il sushi e sperimentavo nuove cose. A un certo punto ho smesso di giocare e con un maestro, Luca Di Girolamo, ho appreso l’arte del sushi”. L’ingegno ha fatto il resto.

 

 

 

 

“Un giorno volevo prepararmi il sushi ma ho aperto il frigo e non avevo che una salsiccia. Ho provato a mescolare un po’ di ingredienti ed è stato meraviglioso - dice - Da lì è nata l’idea di unire il sushi ai prodotti dell’Umbria, il tartufo, la trota del Trasimeno, la cipolla di Cannara, il prosciutto locale. Mesi di mangiate hanno permesso di aggiustare sapori e abbinamenti”. Il resto è storia dei nostri giorni. Ad Assisi, in centro, Matteo Brunamonti apre un localino dal nome emblematico, Sushi umbro, e nel giro di qualche mese il successo è travolgente. Nel menù proposte di carne e di pesce, pochissimo crudo. Ogni roll ha nomi umbri: Speravo di arrivare alle Marmore (trota del Nera marinata alle erbette e grigliata, avocado e uova di trota), Spoletino birichino (frittata, composta di cipolle rosse di Cannara e tartufo di stagione), 50 sfumature di legume (patè di lenticchie di Colfiorito, fagiolina del Trasimeno ed olio di rosmarino). “Il secondo lockdown mi ha regalato un’opportunità - racconta - ci siamo specializzati nel delivery, 100.000 chilometri in un anno, richieste da tutta l’Umbria. Quando abbiamo riaperto avevamo clienti che arrivavano da ogni parte della regione. In particolare da Terni, però. Per questo abbiamo deciso di aprire lì un secondo locale. Fortuna e casualità sono stati fondamentali nel mio percorso. insieme a un enorme impegno. Quello non deve mancare mai”.