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Covid in Umbria, sale a sei il numero dei bambini positivi ricoverati all'ospedale di Perugia. Verrotti: "Aumento con Omicron"

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Alessandro Antonini
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E' salito a sei il numero dei bambini positivi attualmente ricoverati nel reparto pediatrico Covid del Santa Maria della Misericordia. La scorsa settimana erano cinque. Prima della diffusione della variante Omicron la media era di due ospedalizzati nello stesso reparto. “I sei ricoverati sono bambini nei primi sei anni di vita”, spiega il professor Alberto Verrotti, direttore della clinica pediatrica dell’ospedale di Perugia. “Si tratta di pazienti ricoverati per altre patologie e che, in linea con i protocolli, effettuano il tampone in entrata e risultano positivi. Le condizioni non destano preoccupazioni in relazione al Covid. Rileviamo un incremento, ancorché modesto, dato dalla variante Omicron. Prima i ricoveri medi nell’area Covid del nostro reparto erano al massimo due”, spiega Verrotti. La clinica pediatrica dell’ex Silvestrini conta 18 posti letto.

“Consiglio caldamente la vaccinazione per la fascia pediatrica - continua Verrotti- dai cinque anni in su. Va assolutamente raccomandata l’immunizzazione non solo per proteggere i bambini stessi ma per ridurre circolazione del virus in tutta la popolazione. La stragrande maggioranza di pazienti Covid positivi in età pediatrica non si ricovera per patologia dovuta dal Covid ma per la malattia contingente, spesso sono contagiati da fratelli in età vaccinabile e familiari”. “Sono favorevole, prosegue il professore, “anche alla vaccinazione effettuata a scuola. Una pratica che va incrementata. La diffusione capillare con tanti hub vaccinali è stata una strategia intelligente ed efficace. Più postazioni ci sono più si può ottenere aderenza alla campagna vaccinale. E’ importante poter diffondere le postazioni in tutto il territorio per rendere più fruibile il servizio. Il meccanismo va reso sempre più fluido ed elastico”. Verrotti rileva anche che per i bambini, così come per gli adulti, “si potrebbe ridurre l’ospedalizzazione con un’adeguata terapia domiciliare. Se le condizioni generali sono buone, come nei casi che rileviamo, si possono curare a casa i bambini evitando ricoveri”. Anche perché non c’è solo il Covid. Anche a causa della pandemia c’è anche in Umbria una recrudescenza del virus sinciziale (bronchiolite) nei più piccoli. Un problema che per fortuna sta scemando. “Fino a due settimane fa - aggiunge Verrotti registravamo la copertura totale dei posti letto a causa de virus sinciziale. Ora la situazione è più tranquilla. Da questo punto di vista l’epidemia sembra essersi ridotta molto, sia in Italia sia in Umbria stando a quanto ci risulta”. 

Verrotti , già direttore della clinica pediatrica perugina dal 2013 – incarico lasciato nel 2016 per trasferirsi a l'Aquila dove era risultato il vincitore di un concorso – è tornato in Umbria nel novembre del 2020. Professore ordinario di pediatria generale e specialistica dell’Università degli studi di Perugia, è direttore della scuola di specializzazione in Pediatria e autore di oltre 700 pubblicazioni scientifiche. È stato delegato italiano del consiglio dell’International child neurology association, segretario e vicepresidente della Società italiana di neurologia pediatrica e membro di numerose società scientifiche.