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Terni, cinque anni fa la strage dell'hotel Rigopiano. La madre di Alessandro Riccetti chiede giustizia

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Sono trascorsi cinque anni da quel 18 gennaio del 2017 quando una valanga travolse l'hotel Rigopiano di Farindola. Sono state 29 le vittime di quella tragedia e tra loro anche il ternano Alessandro Riccetti, addetto alla reception. Solo 11 i superstiti. Martedì 18 gennaio sarà celebrata la messa dove sorgeva il resort e seguirà la fiaccolata. “Quest'anno purtroppo non potrò essere presente - spiega Antonella Pastorelli Riccetti, mamma di Alessandro - per problemi familiari, ma sarò lì con il cuore.

Cinque anni senza Alessandro è dura. Un ragazzo speciale come gli altri 28 angeli di Rigopiano che hanno perso la vita. Soprattutto sono cinque anni senza sapere come sono andate le cose in quel terribile giorno quando la valanga travolse l'hotel Rigopiano e di chi è stata la responsabilità della tragedia. Il 28 gennaio ci sarà una nuova udienza e spero che non ci sia un nuovo rinvio. Credo nella giustizia - prosegue - e spero che possa servire affinchè non si verifichino più tragedie del genere. Ora immagino Alessandro, come disse padre Giuseppe Piemontese durante l'omelia del funerale, alla reception del paradiso”. Antonella riesce a stento a trattenere le lacrime e ricorda che aveva sentito il figlio il giorno prima della valanga e le aveva detto che la neve, caduta copiosa, aveva bloccato la strada e l'hotel era irraggiungibile. In molti volevano andare via, ma aspettavano mezzi spazzaneve che non arrivarono mai. “Ricordo che Alessandro - continua mamma Antonella - pur di non farmi sentire che c'erano persone che volevano andare via dall'hotel aveva finto di tossire affinchè non sentissi quello che dicevano. Il 18 gennaio del 2017 mi inviò un video senza parole che ancora conservo nel mio telefonino”.

Alessandro il 23 gennaio di quest'anno avrebbe compiuto 38 anni, ma la sua vita si è spezzata improvvisamente cinque anni fa. “Ciò che mi fa andare avanti - conclude Antonella - è la fede, gli altri miei due figli, mio cognato, tutte le persone che da quel tragico giorno continuano ad essermi vicino e a supportarmi. Mi fanno ancora malissimo i ricordi e la ferita non si rimargina. Ogni volta che ritorno da Rigopiano appena entro nel comune di Terni ricordo quelle due motociclette della polizia locale che affiancarono il carro funebre quando riportavavo a casa il feretro di Alessandro. Intanto, attraverso l'associazione Alessandro Riccetti, stiamo facendo vivere ancora il ricordo di mio figlio e con le borse di studio aiutiamo i ragazzi più meritevoli”.