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Umbria, scende il numero dei ricoverati per Covid: si pensa anche al Seppilli per anziani positivi

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Anche i ricoveri di pazienti positivi al Covid diminuiscono. Sono due giorni infatti che, non solo non salgono i numeri dei degenti ma stanno calando. Un fatto questo che non si verificava da circa un mese quando i ricoveri hanno preso a salire. Dopo l’avvento di Omicron infatti, con un ritardo di una decina di giorni, gli ingressi ospedalieri per l’infezione hanno fatto praticamente quadruplicare i degenti presenti prima della nuova ondata. Al 19 dicembre infatti erano ancora 67 mentre tre giorni fa erano 236. In due giorni invece si è scesi a 228. Troppo presto per dire se sia l’inizio del calo anche delle ospedalizzazioni come sta accadendo invece per la curva dei positivi che invece ormai ha finalmente imboccato la discesa dopo il picco di positivi. Anche ieri, a fronte di 774 nuovi positivi, sono stati registrati 1.777 guariti, il che ha portato a far scendere fino a 27.680 gli attualmente positivi. Solo quattro giorni fa erano 34.919. 

 


Sempre ieri sono stati registrati altri due decessi, il che pota il totale delle vittime Covid dall’inizio della pandemia a 1.562. Nell’aggiornamento quotidiano dei dati regionali si registra invece una crescita degli ospiti delle Rsa Covid dedicate che passano da 22 a 28. Come anticipato ieri infatti, su disposizione del commissario Covid per l’Umbria, Massimo D’Angelo, non solo è stata riaperta la Rsa di Terni per gli anziani affetti da Covid ma che abbiamo condizioni non gravi tali da richiedere il ricovero in ospedale. Dopo l’ampliamento fino a 34 posti letto a Terni, è stata deliberata anche la riconversione dell’istituto Seppilli in Rsa Covid, ma al momento resta un piano solo su carta perché alcuni operatori e ospiti risultano essere positivi. Nelle prime ondate, l’utilizzo del Seppilli aveva dato adito a tantissime polemiche da parte dei familiari degli ospiti, non positivi, ricoverati nella struttura, che, nello stesso edificio accoglieva anche i ragazzini con disturbi neurocognitivi. 

 

 

Intanto a Perugia cambia l’accesso all’area tamponi di Pian di Massiano. Dopo i giorni terribili in cui per fare un molecolare si potevano passare anche 6 ore in fila adesso le attese e le richieste si sono ridotte. Il 31 dicembre c’è chi si era messo in fila alle cinque di mattina. Le foto fatte dal drone dei “gironi” delle auto all’interno di piazzale Umbria jazz erano finite sui tg nazionali. E prima di arrivare al prelievo, nei giorni peggiori, di gironi, delimitati da transenne e nastro, ce n’erano 16. Adesso, con la riduzione e la rimodulazione che riduce a 4 le file è evidente che ci si aspetta un’affluenza molto più bassa. Cambia anche il punto di ingresso e di uscita: accesso da via Pietro Conti di fronte al Curi e uscita è presso la rotatoria Giovanni Perari lato Questura.  Del resto l’Umbria è tra le ormai poche regioni a essere rimasta in fascia bianca e, secondo gli esperti, ha superato il picco. “Come avevamo sperato qualche giorno fa, la luce in fondo al tunnel comincia a diventare ben distinguibile” ha scritto in un post il docente di fisica dell’Università di Perugia, Luca Gammaitoni. “Se non si verificheranno fatti nuovi (tipo nuove varianti) la curva consoliderà il suo trend discendente e entro febbraio potremmo essere tornati ai livelli dei primi di novembre e potremo guardare a una primavera davvero libera”.