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Perugia, la gara per l'assistenza ai disabili finisce in mano agli avvocati: si valuta la sospensiva al Tar

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Alessandro Antonini
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La gara per l'assistenza scolastica agli alunni con disabilità del Comune di Perugia finisce in mano agli avvocati. Le cooperative Polis e Borgorete hanno dato mandato allo studio legale Anelli-Marconi di Roma di valutare un ricorso al Tar con allegata richiesta di sospensiva contro l’affidamento alla cooperativa pavese Aldia, nel quale fino allo scorso dicembre erano occupati 119 educatori sociali. La conferma arriva dal presidente di Borgorete, Gianfranco Piombaroli. L’omologo di Borgorete - capo mandataria dell’Ati uscente - Carlo Alberto Rossetti, non commenta ma non smentisce. La gara ha destato polemiche per il mancato passaggio di 57 operatori ad Aldia, nonostante quest’ultima abbia sottoscritto il 3 gennaio scorso un accordo sindacale con Cgil, Cisl e Uil di settore in cui si impegna a riassumere senza periodo di prova gli educatori a tempo indeterminato con le stesse forme contrattuali, gli scatti di anzianità e garantendo la possibilità di svolgere altri servizi con altri datori di lavoro, anche rispettando l’orario del calendario scolastico per assicurare la libertà durante l’estate. Idem per i tempi determinati, per cui c’è l’assicurazione scritta del rinnovo per chi ha la scadenza prima della fine dell’anno scolastico. Un accordo blindato con tutte le garanzie del caso che però non ha convinto più della metà degli operatori.

Ora Polis e Borgorete, che gestivano il servizio dal 2000 - che coinvolge 384 ragazzi, 15 istituti comprensivi e sei scuole superiori -si avviano al tribunale amministrativo mettendo in discussione l’affidamento stesso. I confederali - che accusano il Comune di mancata partecipazione con le sigle sindacali proprio sulla scelta della gara d’appalto - hanno messo in evidenza come l’appalto aggiudicato a metà anno sollevi “e incognite e preoccupazioni” per la prosecuzione del servizio. A monte c’era la necessità per molti operatori di completare l’orario lavorativo con altri servizi non andati in appalto e in capo a Borgorete e Polis. Che però hanno detto no al doppio regime. “Dopo una lunga trattativa - scrive la triplice - che si è conclusa con un accordo con Aldia, la quale non ha posto problemi al doppio rapporto, le cooperative perugine hanno invece messo gli operatori di fronte alla necessità di scegliere: o restare oppure andare con la nuova cooperativa.

Tutto ciò ha determinato il fatto che attualmente 55 dei 107 lavoratori hanno optato per il passaggio ad Aldia, mentre gli altri hanno accettato le offerte delle precedenti cooperative che, a loro dire, sono riuscite a garantire il mantenimento del contratto originario”, scrivono i sindacati. E’ stato rilevato poi da alcuni operatori e genitori che il servizio, invece della gara, sarebbe potuto essere ricalibrato senza cesure con gli istituti della copianificazione e coprogettazione. Tuttavia - stando a quanto risulta - nessuno si è fatto carico di proporli formalmente e in tempi utili, ossia prima della procedura europea.