Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, Enrico Guidi (Mio Umbria): “Ho il ristorante chiuso dal 14 dicembre: presenteremo il conto a Draghi”

  • a
  • a
  • a

Dal 14 dicembre il mio ristorante è rimasto chiuso, ho pagato ai dipendenti già tre mensilità (dicembre, gennaio e tredicesima ndr) e le bollette dell’energia sono raddoppiate. Ci troviamo a vivere un lockdown indotto senza nessun ristoro né agevolazione”. A parlare è Enrico Guidi, titolare de Il Cantinone, ristorante del centro storico di Perugia, e coordinatore di Mio Umbria, il movimento che raggruppa le imprese legate al mondo dell’ospitalità.

 


Guidi racconta l’esperienza che sta vivendo e, in qualità di coordinatore di Mio Umbria, sta raccogliendo - insieme ad altri operatori - dati per presentare “il conto al governo”, dice. “Non è più tempo di scendere in piazza, a Draghi non interessa. Intendiamo piuttosto aprire un dialogo con il governo e portare dati che evidenzino l’entità del danno subito dall’intera filiera” precisa.
Per entrare nello specifico dell’esperienza vissuta, Guidi racconta: “Abbiamo chiuso il ristorante appena abbiamo ricevuto la comunicazione di un dipendente risultato positivo al test rapido, non abbiamo neppure atteso il riscontro del molecolare e la comunicazione dell’Asl, subito ci siamo attivati autonomamente”. E il coordinatore di Mio Umbria prosegue: “Dopo 14 giorni di quarantena ci siamo trovati a poter riaprire proprio mentre esplodevano i contagi causati da Omicron. E prima di prendere la decisione abbiamo fatto un’indagine sulla situazione che stavano vivendo i nostri colleghi e abbiamo riscontrato che oltre il 50% degli esercizi di ristorazione del centro storico di Perugia erano rimasti chiusi e quelli aperti stavano facendo i conti con mille difficoltà e con una clientela scarsa. A confermare il poco movimento anche un altro fatto: il nostro telefono per le prenotazioni, dopo l’Epifania, è rimasto muto, rispetto alle 60-70 telefonate tipiche delle giornate di punta. Insomma, abbiamo deciso di continuare a rimanere chiusi”.

 


Ora la data che si è dato Guidi per ritornare alla normalità è quella del 20 gennaio. “Riapriremo ma stiamo valutando di farlo con il menu ridotto e soltanto il fine settimana, non ci sono i presupposti per tenere aperto gli altri giorni, non c’è ancora flusso”. Il ristorante di Guidi dà lavoro a sei persone fra fissi e part time, “persone che ora si trovano in ferie e alle quali ho dovuto pagare un conguaglio”. Un fine anno tutto da dimenticare. “Speriamo - conclude - di avere qualche garanzia in più per il futuro. C’è bisogno di risposte concrete e non può essere certo il green pass che non ha funzionato”.