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Perugia, Villa del colle del cardinale: al via il cantiere

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Alla Villa del Colle del Cardinale, residenza estiva del porporato Fulvio della Corgna che la edificò nel 1575 alle porte di Perugia, sono partiti l’11 gennaio scorso i lavori al cosiddetto “Bagno del Cardinale”. Non solo: a giorni si metterà mano alla riqualificazione del parco e in questo senso si è stretta una collaborazione con l’Università di Perugia. A fine gennaio sarà annunciata una serie di iniziative indirizzate, dopo la prova generale perfettamente riuscita dell’Umbria che spacca!, a far ritornare questo patrimonio d’arte anche luogo di condivisione e iniziative culturali.

 


Ilaria Batassa è la direttrice della Villa. In che consiste questo intervento?
Il complesso del Bagno del Cardinale fu fatto costruire da Marcantonio Baglioni e i lavori che martedì scorso sono iniziati riguardano la messa in sicurezza degli affreschi curati dal Consorzio Aureo, società di Roma con altissime professionalità nel campo del restauro. A dirigere i lavori è Maria Cristina Tomassetti, restauratrice della Galleria Nazionale dell’Umbria. Stiamo poi procedendo a ultimare le procedure per il consolidamento generale del Bagno al termine del quale sarà possibile iniziare, grazie ai finanziamenti del ministero della Cultura, la vera e propria opera di restauro”.
Che tempi si prevedono per la conclusione dei lavori?
Premesso che c’è da considerare la non secondaria incognita legata alla pandemia, contiamo di concludere entro la fine dell’anno. Il cantiere del Bagno, peraltro, è solo uno dei tanti interventi che avvieremo nel 2022 perché grazie al Ministero che fortemente punta al recupero dei parchi e giardini italiani, partirà la riqualificazione del parco della Villa che sto curando in prima persona con tutta la squadra dei nostri collaboratori messa in campo grazie al direttore della Gnu Marco Pierini”.

 

 

Si dice che proprio il Bagno del Cardinale doveva costituire una sorta di punto d’arrivo dell’itinerario del parco. E’ vero?
Stiamo analizzando e studiando i documenti in tal senso anche per comprendere con quali modalità intervenire nella riqualificazione. Partiremo tra pochissimi giorni da quella che, impropriamente, si chiama la zona degli orti. Lo stiamo facendo assieme a UniPg. Con il professor David Grohmann abbiamo attivato una proficua sinergia a testimonianza che non è vero che istituzioni litigano e basta”.
Si prevedono iniziative per “aprire” ulteriormente la Villa?
Ho raccolto l’eredità di Tiziana Biganti che tanto ha fatto per raggiungere questo scopo  e farla tornare centro di aggregazione e sperimentazione, votato alla contemporaneità. Sto lavorando perché proprio queste espressioni d’arte possano tornare dentro la Villa”.