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Sant'Arcangelo, ritrovati pezzi di cannone tedesco della seconda guerra mondiale

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Nicola Torrini
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Il passaggio del fronte al Trasimeno, nel giugno del 1944, fu particolarmente cruento. Lo testimoniano i numerosi residuati bellici e reperti militari che a distanza di quasi ottant’anni ancora riemergono da sotto terra o dalle cantine delle vecchie case. Proprio in questi giorni, durante lavori di riqualificazione in uno scantinato, in un antico edificio nel cuore di Sant’Arcangelo, sono ricomparsi otto contenitori di proiettili d’artiglieria di un rarissimo cannone pesante tedesco da 170 millimetri, sviluppato dalla Krupp e impiegato nella Seconda guerra mondiale dalle armate di Hitler: un 17 cm Kanone M. 18 in Mörserlafette. Di questa micidiale ed enorme arma dal peso di quasi 18 tonnellate ne furono, infatti, realizzati soltanto 338 esemplari. Sui contenitori, su cui si distingue ancora la colorazione sabbia o verde militare, si possono ben leggere le scritte in tedesco che indicavano le modalità di trasporto.

 

 

A trovarli e identificarli è stato lo storico magionese Gianfranco Cialini che nella stessa occasione ha rinvenuto anche altri materiali utilizzati dall’esercito germanico in quella drammatica estate che sconvolse le comunità del Trasimeno. Come accadeva frequentemente in quel periodo, i materiali abbandonati dagli eserciti alleati e tedeschi venivano recuperati dagli abitanti dei paesi coinvolti dagli scontri e riutilizzati per i più svariati utilizzi. In questo caso, come testimoniano i legumi trovati al loro interno, i contenitori in metallo furono impiegati dai cittadini di Sant’Arcangelo per conservare prodotti alimentari. La scoperta si collega direttamente alle operazioni di recupero di materiale bellico effettuate quest’estate dai sub della Marina militare proprio a Sant’Arcangelo. A seguito di ricerche sul periodo del passaggio del fronte, lo stesso Cialini aveva, infatti, segnalato la probabile presenza di munizioni ed esplosivi sui fondali del lago, prospicienti il vecchio pontile, poi effettivamente rinvenuti.

 

 

Queste le vicende ricostruite da Gianfranco Cialini: “In quei giorni del ’44, l’esercito tedesco in ritirata aveva ricevuto l’ordine di far saltare i propri depositi di munizioni per non lasciarli in mano degli Alleati. La popolazione di Sant’Arcangelo, resasi conto dei danni che una simile azione avrebbe arrecato al paese, convinse le truppe germaniche a desistere dalle loro intenzioni. Caricarono le armi su carri trainati da buoi, scaricandole nel lago proprio dall’antico molo, e fecero esplodere in un fosso un cannone dopo averlo minato”. Probabilmente, quel cannone fu abbandonato per via delle eccessive dimensioni e ciò lascia pensare che si trattasse dell’enorme strumento di guerra che impiegava i potenti proiettili contenuti nei cilindri rinvenuti in questi giorni. Lo storico ha quindi annunciato che in primavera avvierà delle operazioni di ricerca sui fondali del Trasimeno per rinvenire i resti di un bombardiere alleato che si presume precipitò sul lago proprio nel 1944.