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Terni, sciopero di due ore all'Ast: interrotte le relazioni sindacali con l'azienda

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Hanno incrociato le braccia, per due ore, al termine dei tre turni di lavoro, le tute blu di Acciai speciali Terni.

Lo sciopero è stato indetto dalle Rappresentanze sindacale unitarie, Rsu, a seguito “delle gravi difficoltà organizzative all’interno dei reparti dello stabilimento – scrivono in una nota i delegati della Rsu - aggravate da atteggiamenti minatori di alcuni dirigenti”.

 

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e rompere le relazioni industriali, è stato un episodio dei giorni scorsi, ma già in precedenza c’erano stati comportamenti che non erano piaciuti al sindacato, in un reparto del sito, riguardante l’utilizzo della postazione mensa, comportamenti che “ledono addirittura la dignità dei lavoratori”, si legge in una nota. Da qui la proclamazione dello sciopero, che da fonti sindacali ha raccolto un’ampia adesione. Le parti sociali non si tirano indietro al confronto con il management.

“Le Rsu di Ast in questa fase conclusiva della vendita ribadiscono la volontà di tenere un atteggiamento costruttivo, così come i lavoratori stanno tenendo un atteggiamento responsabile contrariamente da quanto sta invece facendo complessivamente l’azienda che da ultimo delegittima anche il confronto delle questioni che riguardano la gestione della pandemia in atto”. In alcune aree del sito di viale Brin, le relazioni industriali sono soddisfacenti.

 

“Siamo consapevoli che ancora alcune aree prediligono le buone relazioni e utilizzano comportamenti propri di chi deve dirigere l’azienda in questa fase particolare, ma non possiamo esimerci – conclude il sindacato – dall’esprimere una forte condanna alla gestione complessiva della fabbrica”.

Nelle ultime settimane, il ritorno dei casi Covid-19, ha messo in grossa difficoltà all’armamento delle squadre di lavoro, con il grosso rischio di bloccare parte della produzione. Gli addetti del servizio del personale sono stati costretti a fare salti mortali per armare i turni, con lavoratori impiegati su impianti dove non lavorano da tempo, mentre alcuni colletti bianchi si sono rimboccate le maniche per contribuire a far marciare gli impianti. Ad oggi i positivi sono 166, mentre 61 sono in quarantena/isolamento fiduciario, alcune decine di meno rispetto ai giorni precedenti. In questa fase decisiva per il futuro dello stabilimento ternano, che tra qualche settimana passerà al gruppo Arvedi, è necessario recuperare i rapporti tra le parti, oltre a far marciare gli impianti per rispettare gli impegni di consegna ai clienti.