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Perugia, al Caffè Baglioni servono il Gin Pass. Il titolare: "Ironia per battere il Covid"

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Gin, bitter Campari e succo d’arancia per Astrazeneca. Per Pfizer al gin si unisce blue curacao e tonica. Johnson e Moderna sono più fruttati: gin, dakuri melon e prosecco per il primo, Aperol, succo di mela e tonico per l’altro. Al Caffè Baglioni nasce il Super Gin Pass: ogni cocktail ha il nome di un vaccino. Il più richiesto? “L’Astrazeneca è quello che va per la maggiore tra i clienti - risponde pronto il titolare del bar, Andrea Cocco - Ma altrettanto bene va il Moderna, molto leggero. Il Pfizer, invece, assume un colore blu elettrico che ricorda quello del Viagra, la magica pillola prodotta dalla stessa casa farmaceutica. Il Johnson è verde”. Andrea Cocco è uno che fa il suo mestiere con passione e amore per i clienti. “C’è tanta paura in giro - racconta - La gente è esasperata dai bollettini quotidiani e dall’allarme contagi, ho pensato: qui bisogna fare qualcosa, meglio una risata di un caffè.

 

 

 

E così è nata l’dea del Super Gin Pass. Che presto si arricchirà di due nuove proposte: lo Sputnik e il Novavax”. L’idea piace a tutti. “Persino ai no vax - evidenzia Andrea Cocco - che si fermano davanti alla vetrina e scattano foto nell’impossibilità di poter entrare e gustarsi al tavolo il cocktail. Qualcuno lo chiede da asporto”. Ma il Super Green Pass, quello vero, non preoccupa più di tanto il titolare del Caffè Baglioni: “Dall’entrata in vigore di questa nuova misura a oggi abbiamo avuto ben otto controlli - dice sorridendo - Probabilmente ci troviamo in una posizione privilegiata, per cui ogni volta ci vengono a trovare. Otto controlli e mai una irregolarità rilevata perché qui le regole vengono rispettate da tutti”.

 

 

 

 

 

E intanto che Andrea Cocco si gode il suo momento di gloria per un’idea che sta avendo un successo che va oltre di quanto previsto, la speranza è che qualcuno tra gli irriducibili si convinca a vaccinarsi. “Io la mia parte l’ho fatta - spiega convinto Cocco - gli stessi cocktail vengono proposti anche in un cartellone con la foto gigante di una bellissima ragazza. A chi mi chiede chi sia, rispondo che è l’infermiera che inietta i vaccini anti-Covid. Vi assicuro che con questa tecnica, almeno un migliaio ne ho convinti”.