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Aumenti metano ed energia, i gestori delle piscine chiedono aiuto anche ai Comuni

Gabriele Burini
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Il rincaro prezzi delle bollette ha colpito in maniera importante anche il settore delle piscine, che, sommato alla diminuzione delle presenze causate dell’aumento dei contagi da Covid 19 delle ultime settimane e ai limiti di presenze in vasca imposte dai vari decreti ed ordinanze, sta mettendo in seria crisi il settore.

 

 

“Noi al momento abbiamo tutti gli impianti aperti - commenta il presidente di Azzurra, Antonello Volpi, che gestisce le piscine di Bastia Umbra, Foligno, Santa Maria degli Angeli, Ponte San Giovanni, Spoleto, Gubbio, Umbertide, Gualdo Tadino, San Giustino e Tavernelle - Certo, siamo in trattativa con le varie amministrazioni comunali per sapere se potranno darci una mano, altrimenti l’alternativa è la chiusura almeno per tutto il periodo invernale. Per il momento, il comune di Gualdo Tadino ci ha garantito il suo supporto e da lunedì ripartiranno i corsi. E’ aperto il confronto con altri Comuni (Assisi, Bastia Umbra, Spoleto, Umbertide) che si sono resi disponibili a trovare soluzioni”. Il motivo sono le utenze aumentate a dismisura nell’ultimo periodo. “Parliamo di cifre molto elevate: il metano, ad esempio negli ultimi mesi è aumentato di oltre il 150%. Inoltre c’è il problema dell’energia elettrica, praticamente con aumenti ben al disopra del 50%. Solitamente una piscina nei mesi invernali consuma fino a 800 metri cubi di metano al giorno, con questi aumenti di prezzo è difficile andare avanti. Se prima spendevamo sui circa 5 mila euro al mese di energia, ora ne spendiamo non meno di 7/8 mila, e gran parte di questi costi non si possono ridurre”, sottolinea.

 

 

Volpi tende anche a rimarcare la sicurezza di questi ambienti. “Ogni mese abbiamo controlli di Asl e di frequente abbiamo avuto anche quelli del Nas e altri organi preposti, che hanno controllato e constatato il pieno rispetto delle procedure Covid e dei parametri igienico-sanitari e di sicurezza degli impianti. Anche qui, la gestione del Covid ha contribuito all’aumento dei costi. Le piscine erano ampiamente sicure già prima dell’avvento della pandemia grazie all’utilizzo di prodotti a base di varichina e cloro, e sia nel 2020 che 2021 non si sono mai registrati focolai”.