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Super green pass in palestra, ok dei gestori: "Misura giusta"

Gabriele Burini
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E’ entrato in vigore da lunedì 10 gennaio, con l’introduzione del nuovo decreto del governo Draghi, l’obbligo del super green pass anche per accedere a palestre, centri sportivi, piscine e impianti sportivi, anche se privati. Una novità questa che però non ha trovato impreparati i gestori dei centri in Umbria, che già da prima di Natale avevano iniziato ad avvisare i propri clienti del cambio delle modalità di accesso a partire da lunedì.

 

 

Per la maggior parte dei gestori del cuore verde, la misura è considerata come fondamentale, in quanto aumenta la sicurezza sia degli utenti che degli stessi lavoratori. “Questo rafforzamento – sottolinea Barbara Corvi, amministratore di Area 4 a Bastia Umbra e delegata regionale di Anif (associazione nazionale impianti sport e fitness) – può considerarsi come un’ulteriore garanzia di controllo degli ambienti in cui si pratica attività sportiva. Noi dall’inizio della pandemia abbiamo adottato regole che hanno reso il mondo dello sport sicuro, e anche chi pratica attività segue regole volte alla salute. Chi frequenta centri fitness, soprattutto in questo periodo, è fortemente motivato a fare esercizio e sa di farlo in assoluta sicurezza. La certificazione verde rafforzata, quindi, può far sentire ancora più tranquilli gli utenti; così come i continui controlli delle autorità preposte per il rispetto delle regole. Ciò che chiedo è che le istituzioni, gli organi di comunicazione e gli ambienti scientifici divulghino l’importanza dell’esercizio fisico”. Il concetto è ripreso da Diego Fossati, titolare della palestra Perfect di Castiglione del Lago e Passignano sul Trasimeno: “E’ sicuramente una misura giusta. Con il super green pass c’è una sensazione di maggior sicurezza sia per i clienti che per noi che lavoriamo. Inoltre, la certificazione verde rafforzata permette alle attività come la nostra di non doverci fermare di nuovo. Abbiamo faticato tanto per ripartire ed è bene che ora non ci si fermi più”. Dello stesso avviso Maria Assunta Siena della Flex Village di Foligno. “Già da prima di lunedì non avevamo molti clienti che entravano senza il super green pass, ma c’è da dire che la metà di coloro che non erano vaccinati ora hanno fatto la prima dose. Dobbiamo essere ottimisti perché è ora di ricominciare a vivere”.

 

 

Federico Nardi della Body dream di Spoleto però si augura che, nel momento in cui ci sia un positivo, il super green pass venga disattivato. “Siamo d’accordo nel cercare la prevenzione da ogni punto di vista, ma se il certificato dei positivi non viene sospeso questa cosa non è controllabile. Mi auguro solo che ciò non accada”.
Per Aldo Consolo della Gryphus di Perugia, “è altra benzina gettata nel fuoco. A causa dell’impennata dei contagi c’è un calo del 65% di presenze, piove sul bagnato. E’ come se si lavorasse durante il periodo di lockdown, solo che questa volta siamo aperti. Paradossalmente lo scorso anno almeno non dovevamo pagare le utenze, che sono cresciute a dismisura”.