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Perugia, rientro a scuola fra didattica mista e ricreazioni al freddo in cortile 

Sabrina Busiri Vici
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La prima campanella del 2022 è suonata su una situazione di grande disorientamento per gli studenti e per le famiglie fra comunicazioni dell’ultim’ora e nuove modalità adottate per contrastare la variante Omicron.  Ma come è stata affrontato il rientro nelle scuole di Perugia?
All’Istituto Alessandro Volta la preside Fabiana Cruciani, dopo un monitoraggio complessivo, ha segnalato assenze intorno al 20% per i ragazzi e di poco inferiore al 10% per il personale docente. “La situazione è critica ma non gravissima, ci aspettavamo di peggio - commenta -. Certo non facile: ci sono stati comunicati due casi di positività, uno per classe, perciò ora dovremmo valutare la modalità di didattica mista”.

 


Sulla stessa linea l’Itet Capitini. Qui il dirigente scolastico Silvio Improta ha evidenziato: “Sono risultati assenti il 23% dei ragazzi rispetto a una media del 12% registrata nei mesi scorsi, con picchi massimi del 17%”. E i professori? “Su 153 docenti 7 sono attualmente assenti per motivi legati alla pandemia (1 a fare il vaccino, 5 isolati perché positivi e 1 per sospensione per mancata vaccinazione). Le altre assenze sono molto ridotte, soprattutto rispetto agli standard che si stanno registrando a livello nazionale”. Per il preside Improta a regnare in questa prima giornata è stata la confusione ingenerata dalle comunicazione sul rientro, date, quarantene e pure sui messi di trasporto. “Dapprima sembrava che per prendere il pullman i ragazzi dovessero avere il green pass rafforzato - specifica - poi questa misura non è passata: non c’è alcun obbligo in tal senso”.
Una situazione di disagio viene segnalata dalle famiglie degli studenti del liceo classico Mariotti indirizzo musicale: qui i ragazzi non posso fermarsi all’interno della scuola durante la pausa pranzo in attesa delle lezioni di strumento pomeridiane in quanto non c’è personale per garantire il servizio.

 


E se la pausa pranzo deve essere riorganizzata anche il momento della ricreazione risulta, in alcuni casi, di difficile gestione. “Per i ragazzi è molto scomodo non poter mangiare nemmeno un boccone a ricreazione - racconta Andrea, padre di uno studente di liceo -, in quanto le linee guida dicono che deve essere mantenuta la distanza di due metri, impossibile nell’aula di mio figlio”. La situazione - secondo quanto riporta il genitore - per ora è stata tamponata con uscite in cortile ma vista la stagione la direzione scolastica sta valutando altre soluzioni.
Deserti gli ingressi dei centri infanzia.  “Erano presenti un quinto dei bambini il primo giorno nella classe di mia figlia” segnala Giovanni, padre di una bimba che frequenta l’asilo del XX giugno. ”I genitori - commenta il padre - non mandano i piccoli all’asilo, perché non hanno la protezione della mascherine e la paura è tanta: non è facile gestire le distanze. Le assenze sicuramente andranno peggiorando nei prossimi giorni”.