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Terni, la centrale di Galleto aperta ai turisti. L'assessore Melasecche lancia una proposta

Maria Luce Schillaci
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“La centrale idroelettrica di Galleto, se valorizzata e inserita in un circuito turistico, sarebbe un sicuro veicolo di promozione per Terni e il suo territorio, con un altrettanto sicuro ritorno economico”. L’idea la lancia l’assessore regionale Enrico Melasecche, “una sollecitazione al Comune -  dice -  perché questa centrale è potenzialmente una grande risorsa in grado di convogliare attenzione a livello nazionale e internazionale”.

 

 

L’assessore ci sta lavorando da tempo, un progetto che valorizzerebbe la centrale, ma che, soprattutto, potrebbe essere messo in rete con il patrimonio ambientale circostante, in primis la cascata delle Marmore. “L’idea – spiega – mi è venuta in mente visitando la centrale di Riva del Garda, anno di costruzione 1920, un gioiello di storia, archeologia industriale e di forza dell’acqua che si trasforma in energia.

 

 

Ci sono molte analogie con la centrale di Galleto. Ebbene, a Riva del Garda quella centrale è ora meta di numerose visite guidate, si realizzano mostre, laboratori didattici per bambini e ragazzi, studi e viaggi collegati alle zone circostanti. Il biglietto per visitarla costa 15 euro, insomma - taglia corto – basta farsi due conti e capire quanta possibilità di introiti e di ritorno economico da reinvestire nel nostro territorio ci potrebbe essere”. Il tutto, aggiunge Melasecche, sarebbe da organizzare in accordo con Enel che ha nuovamente acquisito la centrale di Galleto da Erg. “Bisogna però un po’ attivarsi, guardare anche a qualcosa di nuovo - precisa - a Terni dobbiamo avere senso critico e uscire dalle ritualità di sempre se vogliamo fare passi avanti”. La centrale di Galleto di fatto ha una sua storia importante. Ha svolto un ruolo fondamentale in riferimento allo sviluppo industriale della città. Fu inaugurata nel 1929 sul progetto dell’architetto Cesare Bazzani. La sua funzione era, all’inizio, quella di soddisfare le esigenze di energia elettrica delle Acciaierie e delle altre industrie presenti nel territorio. E in un prossimo futuro, oltre all'energia idroelettrica, potrebbe produrre anche turismo.