Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid in Umbria, al rientro a scuola ci sono 5,476 tra studenti positivi e personale no vax

Esplora:

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

Oggi il rientro in classe non è per tutti: ci sono 5.476 umbri tra positivi al Covid e personale no vax. E’ il numero che emerge analizzando la banca dati di Umbria digitale (che gestisce i flussi per la Regione) per fasce di età e categorie. In particolare, andando a spulciare la tabella alla data del 9 gennaio, si evidenzia che sono 3.325 gli umbri tra 0 e 18 anni risultati contagiati da meno di 21 giorni (dalla data del primo tampone). A questi si aggiungono 57 tra insegnanti, bidelli e personale Ata. 
Nel dettaglio, si tratta di 982 bambini della fascia 0-5 anni, 1.737 della fascia 5-11 (di cui 1.679 non vaccinati), 222 della fascia 12-14 (195 non vaccinati) e 384 dei 15-18 (273 non vaccinati). Altro capitolo il personale scolastico no vax: si tratta di 2.094 persone, su un totale di oltre 20 mila.

Negli ultimi giorni qualcosa si è mosso: il sistema di prenotazione dei vaccini (prima dose) dice che ce ne sono 129 in fila per l’iniezione. Ma il numero di studenti e dipendenti della scuola che oggi non saranno in classe rischia di essere più alto delle cifre computate. Non ci sono solo i positivi e i no vax. Vanno tenuti in considerazione i contatti stretti obbligati alla quarantena, sia per i non vaccinati tra gli studenti sia per chi  non ha concluso il ciclo vaccinale tra alunni ma anche insegnanti, assistenti e personale Ata. Il blocco delle prenotazioni delle terze dosi ne ha costretti a casa a decine. Tanto che non poche scuole hanno difficoltà a riaprire. Manca il personale, denunciano alcuni presidi. E’ quanto conferma Cristina Rosi, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Montefalco-Castel Ritaldi. “Il problema della mancanza del personale perché positivo o in quarantena - spiega - è comune a molte scuole, compresa la mia. Con i numeri a disposizione riuscirò a tenere aperti tutti i plessi ma ho notizia di realtà in difficoltà su questo fronte. La difficoltà a prenotare le terze dosi e quindi a completare il ciclo implica l’obbligo di isolamento per un contatto stretto e, nel caso sia un dipendente scolastico, a recarsi a scuola. Mi sono giunte più segnalazioni in questo senso”. Ma i problemi per garantire la didattica in presenza nel rispetto delle norme anti contagio, spiega Rosi, sono di più.

E sono irrisolti. “C’è una oggettiva difficoltà a garantire il distanziamento”, fa sapere la preside, “dato che l’ultima circolare indica due metri di distanza durante i pasti in caso di classe in sorveglianza. Ci è stato comunicato all’ultimo momento e si tratta di una misura non semplice da gestire per molti dirigenti”. E ancora, c’è il problema delle mascherine Ffp2. “Al momento ci vengono fornite solo quelle chirurgiche e invece in caso di autosorveglianza, sia per studenti che per insegnanti e personale, servono le Ffp2. Idem per usufruire dei servizi di trasporto scolastico. Vengono prescritte ma non fornite”. 
In ultimo, ma non ultimo, “il tampone a tempo zero che difficilmente le Usl riescono a garantire”, conclude Rosi. Tutte norme che, se non rispettate, faranno dilagare il contagio in classe. Oggi la campanella torna a suonare: è già conto alla rovescia.