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Perugia, i mercatini di Natale più forti del Covid. Positivo il bilancio degli ambulanti

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I mercatini di Natale di Perugia reggono anche all’infausto impatto con il Covid. Le bancarelle dislocate nell’acropoli continuano a regalare un’atmosfera insieme magica e suggestiva continuando ad attirare curiosità e attenzione senza mai deludere le aspettative. “Quelli allestiti all’interno della Rocca Paolina, in particolare, sono andati benissimo - evidenzia Sergio Mercuri, presidente del Consorzio Perugia in centro - . La Rocca rappresenta una cornice ideale, quella che tutti vorrebbero avere e che sicuramente il prossimo anno dovrà essere sfruttata di più e meglio”.

 

 

 

 

Tutti pazzi per le bancarelle con produzioni artigianali di qualità, addobbi natalizi, artigianato creativo, curiosità produzioni enogastronomiche di ogni tipo ma sempre improntate sulla tradizione. Ma altrettanto bene sono andati anche i mercatini dislocati nell’acropoli, tra Corso Vannucci, piazza della Repubblica e piazza Matteotti con artigianato locale ma anche internazionale, decorazioni e addobbi natalizi, giocattoli e prodotti tipici. In molti, per tutto il periodo delle festività natalizie, hanno colto l’occasione di una passeggiata in centro per acquistare l’oggetto curioso, il regalo che altrove non si trova, il pensierino a buon prezzo che fa fare sempre una bella figura, il dolce della tradizione. Per i mercatini dell’acropoli quella di ieri è stata la domenica che ne ha segnato la chiusura.

 

 

 

 

 

 

 

“Per il prossimo anno già dobbiamo cominciare a studiare di concerto con l’amministrazione comunale una formula che valorizzi i mercatini e li renda ancora di più natalizi - evidenzia Sergio Mercuri - Perugia deve essere sempre di più valorizzata anche da questo punto di vista”. Gli ambulanti, comunque, se ne sono andati soddisfatti. Forse un po’ più deludente l’andamento delle vendite per i negozi, sia prima che dopo l’avvio dei saldi. “Nel complesso le vendite stanno andando meglio dell’anno scorso ma sicuramente meno bene del pre Covid - assicura Mercuri - A influire sono diverse circostanze. Per quanto riguarda l’abbigliamento, per esempio, il nuovo aumento dei contagi ha portato a una serie di disdette dei cenoni di Capodanno per cui chi doveva acquistare un capo di abbigliamento particolare ha preferito rinunciare o comunque aspettare i saldi. Tutto sommato siamo moderatamente soddisfatti. A questo punto confidiamo tutto nello Sbaracco che generalmente dà una boccata d’ossigeno agli operatori del commercio che poi si preparano ad affrontare la nuova stagione. Speriamo sia così anche quest’anno”.