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Terni, Marco Rea e l'addio a The Voice Senior: "Ci speravo, ma ho vinto l'affetto del grande pubblico di Raiuno"

Giorgio Palenga
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 “Deluso? Be’, sinceramente a questo punto avevo sperato di essere scelto tra i sei semifinalisti di Loredana, ma la soddisfazione di aver ricevuto tante belle parole da tutti i giudici e, soprattutto, l’affetto che in questi giorni mi sta testimoniando tanta gente, valgono sicuramente una vittoria”.

A Marco Rea, il ternano che vive ad Amelia, in provincia di Terni, che a 68 anni ha conosciuto finalmente la grande ribalta televisiva, grazie allo show The Voice Senior di Raiuno, prodotto da Fremantle (stessa casa di produzione di X Factor), l’esperienza nel talent ha regalato un’ulteriore certezza: l’aver lasciato un lavoro “normale”, ormai quasi 30 anni fa, per inseguire il sogno di vivere di musica è stata comunque una scelta vincente.

 

“Cosa resta di questa esperienza? – continua Rea -. Certamente una grande vetrina, utile a farmi conoscere al grande pubblico di Raiuno, ma soprattutto l’emozione di aver ricevuto così tanti complimenti dai giudici. Le parole di tutti e quattro mi hanno quasi commosso, in particolare quelle di Gigi D’Alessio che ha detto addirittura che da me avrebbe avuto solo da imparare. Sicuramente ha esagerato, però penso di aver fatto la mia bella figura in una ribalta così prestigiosa: questa è la più grande soddisfazione. Poi si è anche creata una bella amicizia con gli altri componenti del ‘blind’. C’è già un gruppo whatsapp, resteremo in contatto”.

I concorrenti non sono a conoscenza della composizione del resto della squadra al momento della scelta del giudice e forse – col senno di poi – una scelta meno… “rock” sarebbe stata più funzionale alla possibilità di essere selezionato per le semifinali. Nel team della Bertè, infatti, c’erano altri personaggi in qualche modo assimilabili, come genere, a Marco Rea, in altre squadre forse il suo modo di fare musica avrebbe avuto più risalto.

 

A proposito, ma qual è il genere più amato dall’artista ternano? “Ho un paio di mila canzoni in repertorio – spiega – le scalette dei miei spettacoli sono molto elastiche, scelgo a seconda del tipo di pubblico che mi trovo di fronte. Certo, l’amore per la chitarra mi porta a propendere per artisti come Santana, Joe Cocker, ma faccio tranquillamente anche Vasco o Battisti”.

Ora cambierà qualcosa nella vita professionale di Marco Rea? “No, continuerò a girare i palchi d’Italia e d’Europa. La voglia di fare musica, se possibile, è ancora aumentata”.