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Umbria, i rincari di energia elettrica pesano 678 milioni sui costi delle imprese

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Ammonta a 678 milioni il costo aggiuntivo che le imprese dell’Umbria sosterranno nel corso dell’anno, rispetto al 2019, a causa dell’aumento del prezzo delle tariffe elettriche. La stima è dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre che evidenzia come, nel giro di tre anni, il costo della bolletta della luce per le aziende sia pressoché raddoppiato. La Cgia ha registrato un consumo complessiva di energia elettrica delle imprese pari a quello del 2019 (anno pre Covid. Ha inoltre stimato per il 2022 una tariffa media dell’energia elettrica per le imprese pari a 150 euro per Mwh che tiene conto anche della lieve diminuzione della tariffa registrata nei primi giorni dell’anno. Per le aziende dell’Umbria la stima del costo dell’energia elettrica calcolato è di 1.356 milioni di euro, esattamente il doppio di quello che era stato nel 2019 (678 milioni).

 

 

 

 

“Da tempo sollecitiamo un aiuto, in particolare per le medio-piccole imprese del territorio e per le sub forniture del manifatturiero che sono quelle che soffrono di più - evidenzia il presidente di Cna Umbria, Michele Carloni - In difficoltà, ma in questo caso per i rincari legati alle materie prime e per colpa dei ritardi legati alle spedizioni, rischia di finire anche il comparto dell’edilizia che invece stava avendo un andamento positivo per effetto del Superbonus. Molte imprese, attualmente, si trovano nell’impossibilità di rispettare contratti sottoscritti un anno fa e preferiscono pagare penali che affondare denaro. Tornando nello specifico dei rincari dell’energia elettrica crediamo necessaria una riforma della struttura della bolletta, attualmente composta in gran parte da costi accessori e riteniamo non più rinviabili politiche importanti e serie per lo sviluppo delle energie rinnovabili”.

 

 

 

 

 

La questione rincari viene definita “seria e preoccupante” anche da Mauro Franceschini, presidente di Confartigianto Umbria. “La nuova legge di bilancio prevede, anche su nostra indicazione, delle misure che tendono a calmierare i rincari dell’energia elettrica ma rappresentano soprattutto un aiuto per le nano imprese. La situazione preoccupa e Confartigianato, che annovera al suo interno anche un consorzio per l’intermediazione dell’energia, conosce perfettamente la problematica. A soffrire di più sono le imprese maggiormente energivore - spiega Franceschini - dalle carrozzerie ai panifici e pizzerie che avrebbero bisogno di interventi ad hoc da parte del governo che al momento, però, non sembrano possibili. La riflessione, forse, andrebbe spostata sulle scelte politiche fatte in passato e che potrebbero aver contribuito a determinare questa situazione”.