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Rifiuti, la Regione Umbria dice sì al nuovo termovalorizzatore e chiude tre discariche

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La discarica di Sant'Orsola

Ale.Ant.
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La Regione ha scelto: entro il 2030 verrà costruito un nuovo termovalorizzatore per completare il ciclo dei rifiuti e a breve verranno chiuse tre discariche su sei. Le altre tre - Belladanza, Borgogiglione e Le Crete - verranno ampliate per evitare la crisi del sistema di smaltimento. Obiettivo aggiungere un milione di metri cubi in più nel giro di tre anni, quando la capienza attuale andrà in esaurimento. Sono le decisioni contenute in due delibere approvate giovedì in giunta e oggetto di una conferenza stampa della governatrice Donatella Tesei e dell'assessore all'Ambiente Roberto Morroni.

La scelta del termovalorizzatore, la cui sede verrà individuata "dopo un percorso condiviso e con la partecipazione dei territori", ha detto Morroni, è stata fatta rispetto ad altri due scenari che prevedevano la produzione e l'impiego del Css (combustibile solido secondario) e garantirebbe un'invarianza dei costi - e quindi delle tariffe - rispetto alle altre ipotesi in campo. Smentita la notizia che sarebbe già stata individuata l'area ex Merloni. L'impianto ("lo immaginiamo altamente tecnologico e a emissioni zero modello Copenaghen") sarà calibrato sul fabbisogno umbro, calcolato in 130 tonnellate l'anno, costerà 100 milioni con ammortamento in 30 anni. Sarà fatto un bando pubblico per assegnarlo ma già in sede di gare per l'affidamento del servizio rifiuti nei vari piani d'ambito i partecipanti dovranno prevedere l'ipotesi termovalorizzatore nel piano finanziario.

Gli altri obiettivi fissati nelle delibere sono: passare da una differenziata oggi ferma al 66,2% al 74,8% nel 2030 (l'Ue lo impone entro il 2035) e a un indice di riciclo dal 58% attuale al 65%. Il conferimento in discarica, oggi al 35%, dovrà scendere sotto il 10%, sembra in base alle indicazioni europee. Da qui la scelta del termovalorizzatore. Per incrementare la differenziata nei comuni meno virtuosi sono previsti meccanismi incentivanti più che sanzionatori. A stretto giro saranno chiuse le discariche di Pietramelina (già oggi non attiva), di Sant'Orsola e Colognola.