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Case popolari, Regione Umbria impegna 36 milioni del Pnrr per il rilancio delle periferie in degrado

Alessandro Antonini
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La Regione intercetta i fondi del Pnrr per l’edilizia residenziale e punta a riqualificare le periferie più degradate con nuovi alloggi per le famiglie. La sfida è nei numeri dell'ultima delibera della giunta di Palazzo Donini, approvata a fine anno. Trentasei milioni di euro per oltre 200 appartamenti di edilizia popolare o a canone concordato, disseminati in tutta la regione, da inaugurare in cinque anni, da qui al 2026. Si tratta del fondo complementare del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nella quota parte assegnata al cuore verde. Il progetto finanziato coi soldi Ue verrà sviluppato attraverso Ater, la partecipata regionale che si occupa di edilizia calmierata. Per la città di Perugia è previsto l'acquisto, da Invimit (Investimenti immobiliari italiani, ossia l'immobiliare del Mef) del palazzo ex Ottagono a Fontivegge. La cifra si aggira attorno ai tre milioni di euro, per circa tre mila metri quadrati: l'immobile è in disuso dal 2020, è stato costruito con i fondi del Giubileo e per anni è stato oggetto di occupazioni abusive. 


Un tassello fondamentale per la riqualificazione di tutto il quartiere: con i soldi del Pnrr è prevista la ristrutturazione del palazzo e la creazione di oltre 20 appartamenti per famiglie. L'unica incognita è rappresentata dal prezzo: i tre milioni richiesti devono fare i conti con la svalutazione del mercato immobiliare, soprattutto nella zona della stazione. A Terni è prevista la ristrutturazione della palazzina ex Milizia che doveva diventare un centro europeo per le cellule staminali. Ater aveva avviato la ristrutturazione 10 anni fa, poi è nato un contenzioso con l'azienda ospedaliera. Con cinque milioni di euro del fondo dovrebbero sorgere altri 20 appartamenti da assegnare alle famiglie dei pazienti operati al Santa Maria di Terni, a partire dagli oncologici. Una sorta di Chianelli in chiave ternana. Restando nella città dell'acciaio, sono previsti sei milioni e mezzo per il recupero del complesso immobiliare nel quartiere di San Lucio: uno degli stabili è di proprietà del Comune, non è abitato a causa di irregolarità edilizie mai sanate per cui non ha avuto neanche il collaudo. C'è già un progetto con l'università di Milano per la riqualificazione. Sono poi previsti interventi in via dei Filosofi a Spoleto e nel complesso Santa Monica ad Amelia, passando per i 30 alloggi pubblici da ricavare all'interno dell'ex caserma Piave di Orvieto, previo studio di fattibilità. In quest'ultimo caso, sfruttando cinque milioni preconizzati dal recupero sui ribassi d'asta, sarebbero riqualificate anche le aree verdi prospicienti.

“Un passaggio importante per tutta l'edilizia residenziale regionale - spiega l'assessore regionale al ramo, Enrico Melasecche - che permetterà di dare una risposta efficace alla domanda abitativa che c'è in regione, con oltre 200 appartamenti in più. Per San Lucio, l'obiettivo è integrare il quartiere con l'offerta turistica, come avvenuto 20 anni fa con la Cascata delle Marmore e Carsulae. A questi 36 milioni (di cui il 10% per acquisti, come nel caso ex Ottagono) si aggiungono i 60 milioni di ecobonus che permetteranno di riqualificare il 25% del patrimonio Ater, non solo con cappotti e infissi ma anche con nuovi ascensori e adeguamenti sismici dove richiesti. Un’importante occasione di lavoro per le imprese umbre”.