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Ristorazione, feste fra agenti in borghese e disdette. E c'è anche chi ha scelto di non aprire

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Capodanno e ponte di inizio 2022 sono trascorsi con più ombre che luci per chef e titolari dei ristoranti della città di Perugia. E c’è pure chi ha deciso di non aprire.
Simone Ciccotti, chef e titolare della Trattoria Son Lorenzo, ha riscontrato un leggero calo di turisti stranieri ma molte prenotazioni di clienti italiani e ha avuto controlli anti Covid continui. “Due carabinieri, due finanzieri, due vigili urbani e due agenti in borghese ma è andato tutto ok”, ha detto Ciccotti. Soddisfatto della clientela: “Per il cenone ho puntato su due aspetti: qualità del menù e servizio. In sala quattro camerieri e cinque persone in cucina. Questo ha comportato un prezzo adeguato alla proposta che ho fissato a 150 euro vini inclusi. Il risultato è stato ottimo, meglio quest'anno che negli ultimi quattro”.

 

 

E per il futuro? “Mantenere alta la qualità dell’offerta e duttilità nell’orario di chiusura”, sottolinea Ciccotti. Meno soddisfatto Fabio Barcaioli, titolare dell’Osteria n.13 in via della Gabbia: “Dal 26 dicembre sono arrivate le disdette a causa del Covid e ho perso almeno il 50% dei prenotati. Con la nuova ondata pandemica i contagi sono aumentati e a catena sono subentrati i problemi anche per noi”.

 

 

Scelte ponderate per Alberto Guarducci del ristorante Enoteca Giò. “A Capodanno abbiamo registrato il 90% delle presenze. Avremmo riempito senza gli effetti che negli ultimi giorni ha assunto la pandemia anche sotto il profilo di una rinnovata attenzione mediatica. Fino a domenica 9 gennaio, considerando l'Epifania, ci sarà un discreto movimento turistico mentre dal punto di vista ristorativo sono venute meno le prenotazioni dei perugini; tanto che abbiamo deciso di chiudere a pranzo per una settimana un po’ per riposarci e un po’ perché non c’è domanda”.

 

 

E poi c’è Gianni Segoloni, titolare de Il Bistrot, bar-ristorante in piazza Matteotti, che ha preferito restare chiuso: “Quattro su quindici persone del nostro team sono in quarantena fiduciaria. Con un terzo del personale a casa abbiamo dovuto chiudere. Riapriremo martedì 4 gennaio”. Stessa linea l’ha tenuta Raffaella Sforza, titolare di Sud osteria popolare che si trova nel rigenerato quartiere di piazza Birago.

 

 

“Noi lavoriamo molto con le cene degli auguri prenotate, viste le ridotte dimensioni del locale. Con l’introduzione del super green pass e più in generale per l’andamento del virus abbiamo preferito rimanere chiusi per la fine dell’anno. Devo dire peraltro che anche questa estate, periodo in cui abbiamo lavorato molto, abbiamo scelto di avere molta cautela”.