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Umbria, cenone di Capodanno al ristorante: piovono disdette. L'80% delle prenotazioni annullato

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L’allarme contagi sta facendo moltiplicare il numero delle disdette per il cenone di Capodanno. “L’80% delle prenotazioni è già stato annullato e ormai nessuno chiama più per avere informazioni sulle proposte per la notte di San Silvestro. I telefoni sono muti”, dice Carlo Ghisla, presidente Fiepet Confesercenti di Terni e al vertice provinciale dell’associazione cuochi. “E’ l’ennesima pugnalata al cuore dei ristoratori - evidenzia ancora - gente che da mesi stava preparando quella che sarebbe dovuta essere la serata più importante dell’anno, che aveva reclutato personale, effettuato ordinativi importanti di prodotti alimentari. Ora chi può si organizza con l’asporto. Ma non tutti i locali hanno la possibilità di optare per questa soluzione. I ristoranti più decentrati e meno facilmente raggiungibili, probabilmente, resteranno chiusi”. 

 

 

 


Giovanni Rubeca, segretario regionale di Fipe Confcommercio, parla di una situazione di assoluta incertezza. “Tutto cambia da un giorno all’altro - spiega - e per i ristoratori, che invece hanno bisogno di programmazione, questo stato di cose è assolutamente complicato da gestire. Da parte nostra non possiamo che limitarci a fornire indicazioni su quelle che sono le linee sino a questo momento dettate dal governo nazionale e regionale. Oltre non possiamo andare”. 
E così la maggior parte degli umbri si prepara a una notte di San Silvestro tra le mura domestiche. Del resto chi opta per attendere in casa l’arrivo del 2022 non incorre nemmeno a limitazioni sul numero dei presenti come invece era accaduto lo scorso anno, quando erano in vigore ben più severe restrizioni. In questi ultimi giorni - segnalano gli osservatori dei consumatori - proprio in vista dei cenoni casalinghi la spesa per la gastronomia ha fatto registrare, per famiglia, un aumento medio del 25%. “Il risultato, purtroppo, sarà quello di un ulteriore esplosione dei contagi subito dopo le feste - evidenzia il presidente Ghisla - Nelle abitazioni private non ci sono i controlli, rigorosi e scrupolosi, che vengono adottati nei ristoranti. Le piccole e grandi feste in famiglia, ma anche tra amici, rischiano di trasformarsi in una fonte di diffusione del virus pericolosissima”. 

 

 

 

 


 

 

Enrico Guidi, presidente per l’Umbria dell’associazione Mio, il Movimento per le imprese dell’ospitalità, definisce la situazione “disastrosa”. “Dal 15 dicembre in poi il flusso di clienti è costantemente diminuito. Per quanto riguarda il cenone di Capodanno - evidenzia - siamo già al 70/80% di disdette ma questa percentuale è destinata ad aumentare ancora. Molti, infatti, aspettano l’ultimo minuto per annullare la serata, in attesa di capire come è l’andamento generale. Ma per noi tutto questo è deleterio, una cena di cinque-sei portate si deve preparare con un certo anticipo, le materie prime stanno già arrivando, il personale è già stato contattato. Le perdite che si andranno a contare saranno elevatissime”. Non a caso il presidente nazionale del Mio, Paolo Bianchini, parla di “crisi nera” per il settore dell’accoglienza e della ristorazione. “La gente - dice - preferisce il tampone al cenone. Il telefono squilla ma solo per le disdette”. Il Movimento ha lanciato quattro proposte al governo per salvare l’intero comparto: il prolungamento nel 2022 delle moratorie sui prestiti alle Pmi, la reintroduzione del credito d’imposta sugli affitti dei locali, indennizzi veloci e a fondo perduto per coprire le perdite di dicembre 2021 e del primo trimestre 2022. E infine, portare l’Iva dal 10 al 5%. In questo quadro assolutamente nero, le ripercussioni che si attendono sul mondo del lavoro non possono che essere negative. Confesercenti chiede una proroga immediata degli ammortizzatori sociali Covid per evitare che dal primo gennaio, migliaia di persone in Umbria (200 mila, almeno, a livello nazionale) restino senza copertura.