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Amelia, femminicidio: domiciliari per il medico che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer

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Convalida dell’arresto e scarcerazione dalla casa di reclusione di vocabolo Sabbione per essere ristretto ai domiciliari. E’ quanto ha deciso il gip di Terni, Simona Tordelli, nei confronti di Roberto Pacifici, l'80enne di Amelia che la notte tra il 24 e il 25 dicembre 2021 ha ucciso con due colpi di pistola la moglie, Emanuela Rompietti, ex insegnante e coetanea (nella foto).

 

L'ex medico dell'ospedale di Narni, in pensione da anni, proseguirà la sua carcerazione in una Rsa di Amelia, come chiesto - in alternativa ai domiciliari presso l'abitazione familiare di strada Sant'Angelo - dal suo legale, l'avvocato Francesco Maria Orsini. L’udienza di convalida si è tenuta la mattina di lunedì 27 dicembre 2021 in tribunale, a Terni, in collegamento da remoto con il carcere di Sabbione.

Nel corso della breve udienza, Pacifici ha ribadito la ricostruzione dei fatti già rappresentata al pm Barbara Mazzullo - che aveva chiesto la conferma della custodia in carcere - quando nelle ore immediatamente successive il delitto era stato interrogato nella caserma dei carabinieri di Amelia. L'80enne ha confermato di aver fatto fuoco per due volte contro il petto della moglie distesa sul letto, usando la sua pistola regolarmente detenuta.

 

Un gesto terribile, legato - ha nuovamente spiegato - alla situazione familiare pesantemente segnata dalla malattia - il morbo di Alzheimer - da cui la donna era affetta. Una patologia manifestatasi in maniera tanto repentina quanto aggressiva, che nel giro di poco tempo aveva completamente trasformato Emanuela, ex insegnante stimata e conosciuta da come una donna brillante e di grande valore, sconvolgendo la vita dei suoi cari, in primis il marito Roberto, incensurato e anche lui apprezzato sul piano umano e professionale dopo una lunga carriera al servizio della sanità pubblica.

Dopo poco più di due giorni trascorsi in carcere, ora è arrivato il provvedimento del tribunale che applica una misura probabilmente più adatta all'età e alle condizioni di salute dell’ex medico ospedaliero, valutato anche il pericolo di reiterazione del reato, di fuga e quindi di inquinamento di un quadro probatorio già ampiamente cristallizzato.