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Umbria, i baristi sul super green pass obbligatorio anche per consumare al banco: “Rallentamenti nei momenti di maggior afflusso”

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Una misura che, nei momenti di maggior afflusso, rallenta il lavoro quotidiano. Ma tutto sommato i bar umbri superano la prova del super green pass per consumare al bancone dopo l’entrata in vigore del decreto Festività.
Tutti coloro che vogliono anche solo consumare un caffè all’interno di un bar, in piedi, devono mostrare la certificazione verde rafforzata - che viene rilasciata solamente a chi è vaccinato o guarito - al barista. Teoricamente si tratta di una veloce verifica da effettuare con l’applicazione dedicata e che nella maggior parte dei casi non crea disagio, ma ci sono delle eccezioni, come i momenti più affollati della giornata. In quei casi, soprattutto nei bar con meno personale, la verifica del super green pass porta a un rallentamento dell’attività. 

 


“Ma la gente capisce, è una misura nazionale volta a contrastare questa emergenza - spiega Gianni Segoloni de Il Bistrot di Perugia - In questi primi giorni non abbiamo riscontrato alcun problema”.  Il concetto è ripreso anche dal Bar Oscar del capoluogo, che però sottolinea come ci voglia “di più per fare i controlli che per prendere un caffè. Chi viene al bar però lo sa, ormai quasi tutti hanno imparato a rispettare le regole”. Alessandro Sani del Caffè del Corso di Terni evidenzia come “nei momenti di maggior afflusso è tempo speso in più. Non la definisco una perdita di tempo perché controlliamo e abbiamo attenzione sia per noi che per gli altri. Sicuramente è una scomodità: non tutti arrivano pronti, qualcuno cade dalle nuvole. C’è stata anche gente che non lo ha mostrato: l’abbiamo fatta accomodare fuori a consumare”. Al Bar Moderno di Gubbio, Patrizia Mazzei sottolinea che “la misura è giusta vista la situazione in cui ci troviamo: dobbiamo rispettare le regole. Certo è che veniamo rallentati, controlliamo il green pass, facciamo il caffè, ricontrolliamo il green pass e così via. Noi baristi non ne godiamo”.

 


“Misura giusta ma operato rallentato” anche per Giuseppina Dini del Bar Commercio di Spoleto, mentre per Guido Ciani del Caffè Umbria di Foligno “le misure devono valere o per tutti o per nessuno, non è giusto che siano sempre i baristi ad essere penalizzati. Chiedere il super green pass ai clienti durante la giornata sicuramente ci rallenta”. E nella città del buen retiro di Mario Draghi, Città della Pieve, c’è chi proporrà al premier di adottare altre misure per fermare la pandemia. “Non veniamo rallentati dal controllo del super green pass al bancone perché, di fatto, non c’è tanto movimento - dice Emanuela Sonnati del Bar New Millennium - Il turismo è fermo e il periodo dell’anno è quello che è. Ma più che il super green pass al bancone io vorrei un lockdown per i non vaccinati come hanno fatto in Germania. Se in questi giorni dovessi vedere Mario Draghi (che ha passato il Natale proprio a Città della Pieve, ndr), glie lo dirò sicuramente. Purtroppo questa è gente che ancora non ha imparato come si sta in una comunità e servono misure rigide per permettere alle attività di andare avanti, perché così è davvero dura”.