Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid in Umbria, contact tracing in ritardo con 3.100 casi da recuperare: da oggi isolamento senza molecolare. Aprono nuovi reparti

Esplora:

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

Tracciamento in tilt e molecolari sospesi per eccesso di positivi. A ieri erano 3.100 i casi di contagio da prendere ancora in carico in tutta l’Umbria dal servizio di prevenzione. 
Un ritardo accumulato nel giro di sei giorni, quando nel cuore verde c’è stato un incremento esponenziale che ha fatto saltare il contact tracing: dai 3.729 attuali positivi del 20 dicembre ai 7.621 del 26. Ma è solo la punta dell’iceberg. La settimana tra il 15 e il 21 Gimbe aveva certificato il record di incremento di contagi nella regione: +83,6% contro il 43,2% di media nazionale. Così da oggi torna in vigore una regola dell’inizio dell’anno scorso: il test antigenico positivo è sufficiente a definire il caso confermato Covid (circolare del ministero della Salute 8.1.2021) e a porre il soggetto in isolamento contumaciale, senza effettuare la validazione con test molecolare, che quindi non deve essere più richiesto per conferma. E ancora, il primo test per la sospensione dell’isolamento contumaciale verrà effettuato dopo 14 giorni e, in caso di ulteriore positività, dopo altri 7 giorni. Il tampone tempo zero per i contatti stretti verrà valutato “solo quando ritenuto opportuno”.

 

 

Questo perché, scrive in una circolare il commissario regionale all’emergenza, Massimo D’Angelo, l’incidenza in rapida ascesa del contagio causata anche dalla presenza della variante Omicron ha portato a “un ingente numero di casi positivi, con sofferenza della filiera contact tracing, prelievo e tampone e il conseguente allungamento dei tempi per la conferma del test antigenico con test molecolare”. L’altro problema è “l’alta quota di test molecolari per la sospensione dell’isolamento contumaciale che risultano ancora positivi a 10 giorni e che determinano la necessità di ripetere il test, con ulteriore sovraccarico della filiera”.
A fronte dei 348 positivi risultati ieri (dati sempre riferiti al giorno precedente), ci sono stati 1.117 nuovi casi nel bollettino del 25 dicembre e i 1129 del 24, nuovo record dall’inizio della pandemia. Ma il giorno di Natale, complice l’assenza dei medici di base e i positivi con sintomi confluiti al pronto soccorso, ci sono stati anche 14 nuovi ricoveri. 
Con gli ospedalizzati a quota 91 sono stati riaperti come da piano d’emergenza i reparti Covid negli ospedali di Foligno e Città di Castello, con sei ricoverati positivi a testa. Salgono a 9 (+1) le terapie intensive (sei all’ospedale di Terni, dove ci sono 28 pazienti Covid in totale e tre al Santa Maria della Misericordia di Perugia su 51 ricoveri di contagiati). 

 


 

Nell’ultimo giorno monitorato sono stati 35 i guariti, con gli attualmente positivi a 7.621 (+213). Il tasso di positività sale all’11,2% (era al 4,4% il giorno prima, ma sabato i casi si sono concentrati sui sintomatici, quindi con più alta probabilità di risultato positivo), dato che sono stati processati 878 tamponi e 2.210 antigenici. Rispetto al bollettino del 26 dicembre 2020 i casi di nuovi contagi giornalieri sono sei volte di più ma la pressione sugli ospedali è di gran lunga più contenuta. E non si registrano nuovi decessi. Un anno fa erano 51 i nuovi positivi tra Natale e Santo Stefano, ma c'erano quattro morti, 282 ricoverati e 34 posti occupati in terapia intensiva.