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Lavoro, i dati Inps: crescono gli occupati ma il reddito pro capite scende sotto i 20.000 euro

Sabrina Busiri Vici
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Con la pandemia cresce il numero dei lavoratori (+1,4%) ma diminuiscono reddito (-7%) e numero medio delle settimane lavorate in un anno (-5,5%). Cambia anche la tipologia delle occupazioni: calano artigiani, commercianti, operai agricoli mentre impiegati pubblici hanno un picco in ascesa. Crescono pure i lavoratori domestici e gli impiegati con voucher o con contratti di lavoro occasionale. E' quanto emerge dai dati dell’Osservatorio statistico Inps su lavoratori dipendenti e indipendenti. Il quadro quindi restituisce una rappresentazione di oltre il 95% del totale degli occupati.

 

 

Nel 2020 in Umbria il numero dei lavoratori dipendenti e indipendenti (Inps) è pari a 370.001 in crescita rispetto al 2019 (+1,4%). Dal 2015 in Umbria il numero complessivo dei lavoratori risulta aumentato di 8.811 unità. A causa della pandemia, però, è diminuito il numero medio delle settimane lavorate nell’anno dalle 15.984.180 del 2019 si è scesi alle 15.097.350 del 2020 (-5,5%). E anche il reddito medio annuo da lavoro ha subito una diminuzione: da oltre 21 mila euro pro capite è sceso sotto i 20 mila euro (-7%).

 

 

L’andamento degli occupati distinti secondo la posizione prevalente è molto diversificato: tra il 2015 e il 2020, gli artigiani perdono circa 3.800 mila unità, i commercianti 2 mila e gli agricoli autonomi 127. Nel 2020, i lavoratori dipendenti del settore privato scendono sotto le 200 mila unità, con una riduzione del -3,1% rispetto al 2019 (203 mila). Tra il 2015 e il 2020 crescono i dipendenti pubblici da 49.640 a 53.304, in particolare nell’ultimo anno (+3,5% rispetto al 2019). I lavoratori domestici presentano un trend decrescente nel periodo 2015-2019 e una crescita del +5,5% nel 2020 rispetto al 2019 (da 17.104 a 18.077). Gli operai agricoli continuano a salire nell’ultimo biennio e nel 2020 raggiungono quota 12.385. Per quanto riguarda, infine, i lavoratori in prevalenza impiegati con voucher o con contratti di lavoro occasionale, si osserva un andamento cresce 14.650 lavoratori nel 2016, poi una secca contrazione fino al minimo di 901 lavoratori nel 2018 per arrivare nel 2020 a 13.822 lavoratori.