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Covid in Umbria, aumentano i contagi e il tracciamento dei contatti va in tilt: 827 casi da recuperare

Alessandro Antonini
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I nuovi positivi aumentano e il contact tracing va in crisi. Ieri alle 15, stando ai dati dei dipartimenti di prevenzione di Usl 1 e 2, risultavano 827 casi complessivi da prendere in carico. Positivi rimasti indietro per cui attivare tracciamento. Nel dettaglio 367 alla Usl 1, 387 alla 2 e 73 casi di fuori regione. Un altro dato che testimonia come il virus abbia allungato il passo rispetto alla potenzialità dei dipartimenti di prevenzione è quello degli attuali positivi, arrivati a 3.753 che superano il totale delle persone il isolamento contumaciale a 3.690. Meno di un contatto stretto per positivo isolato, in media, stando a questo rapporto. E se con 400 nuovi casi al giorno e un’incidenza settimanale a 200 positivi per 100 mila abitanti tracciare è sempre compito arduo, si pone il problema di potenziare i tracciatori.

Anche perché non ci sono più gli specializzandi dell’università come nella fase acuta dello scorso anno. Il commissario regionale per l’emergenza, Massimo D’Angelo, ha disposto con una circolare che tutti i servizi di igiene e prevenzione del sistema sanitario regionale siano concentrato sul contact tracing. Un provvedimento che punta a colmare il gap che si è creato negli ultimi giorni. Problemi anche con l’esecuzione dei tamponi. L’aumento dei positivi e dei contatti stretti, anche se non tutti raggiunti dal tracciamento, sta ingolfando i drive through. Per oggi a Perugia c’è il tutto esaurito. “Il contact tracing”, spiega D’Angelo, quando “i nuovi casi aumentano con queste percentuali, diventa inefficace. Lo ha certificato anche l’Oms. L’unica soluzione in questa fase è limitare i contagi con misure specifiche”.

Oggi è prevista la riunione del Comitato tecnico scientifico regionale. Tra le proposte che verranno presentate anche la chiusura anticipata delle scuole a partire da domani, rispetto alla data prevista dal calendario scolastico regionale, ossia il 23 dicembre (giovedì). Qui i Comuni si stanno muovendo in ordine sparso. Ieri Risini per Città della Pieve ha disposto lo stop anticipato (Dad), da oggi, delle superiori. Chiusure anche a Tavernelle e Pietrafitta. C’è anche la proposta, anticipata in queste pagine, di rendere obbligatoria la mascherina Ffp2 (ora è ammessa anche la chirurgica) nei luoghi al chiuso a rischio assembramento. Intanto procede il sequenziamento alla ricerca delle varianti: non ci sono casi di omicron accertati ma discordanze del gene s (drop out) ne fanno sospettare la presenza. L’aumento repentino dei contagi negli ultimi giorni sarebbe l’effetto tangibile. L’altra possibilità, che sia un ritorno dell’inglese, appare remota.