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Terni, Arvedi arriverà in città solo dopo il closing. Il parere dell'antitrust turco non vincolante

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I tempi per il passaggio di Ast al gruppo Arvedi, dopo il pronunciamento dei commissari europei antitrust, si sono accorciati. Entro il 31 gennaio 2022 è previsto il closing e soltanto dopo quella data Giovanni Arvedi sarà a Terni.

Intanto l’attenzione è puntata sull’antitrust turco, per il centro servizi, ma il parere non sarà vincolante per l’operazione del suo insieme: la trattativa si chiuderà comunque, qualora dovessero esserci problemi con la Turchia quel centro servizi sarebbe al limite escluso, ma è improbabile.

 

Il segretario regionale generale della Fim Cisl, Simone Liti, accoglie positivamente “il pronunciamento dell’antitrust europeo, anche per il fatto che il sito siderurgico ternano, così come abbiamo unitariamente con le altre organizzazioni sostenuto rimane integrato, che era fondamentale. Ritengo che usciti dalla procedura ora si debba avviare il percorso di confronto con la nuova proprietà per il futuro del piano industriale che dovrà dare certezze e sviluppo a medio e lungo termine per la sempre sostenuta e riconosciuta strategicità che il sito ternano rappresenta e per i lavoratori”. Per Giovacchino Olimpieri, segretario generale della Fismic dopo il pronunciamento dell’antitrust europeo “c’è ancora da aspettare la decisione dei turchi, l’unica cosa positiva, ad oggi, è che finisce il tempo dell’incertezza, abbiamo passati gli ultimi tre anni con accordi ponte, non sapendo in quale posizione era collocata Ast, stavamo in un limbo. Vogliamo vedere il piano industriale, oggi possiamo finalmente discutere con una proprietà, con Arvedi su quelle che sono le prospettive del sito”.

 

Il presidente di Federmanager di Terni, Luciano Neri, non nasconde un po' di delusione. “Nel 2014 era stata decisa la creazione di un quarto player, ci erano stati assegnati cinque centri servizi: tedesco, italiano, turco, francese e spagnolo, oggi invece due mancano all’appello, è un grosso rammarico. Siamo contenti dell’arrivo di Arvedi, imprenditore serio ed illuminato. Il gruppo di Cremona, con Ast, è diventata una multinazionale con circa 5 milioni di tonnellate di inossidabile. Ora aspettiamo di vedere se ThyssenKrupp deciderà di rimanere dentro e come sarà il pacchetto azionario”. Nella prossima settimana l’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, incontrerà le parti sociali.