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Perugia, residenti di corso Garibaldi: "Il parcheggio in via del Canarino, più controlli e solo per chi vi abita"

Sabrina Busiri Vici
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In corso Garibaldi a Perugia il parcheggio situato in via del Canarino è diventato un’area critica per i residenti. Due i problemi: da un parte i pochi posti a disposizione rispetto alla mancanza endemica di aree di sosta nel Borgo d’oro dall’altra l’assenza di controlli. Tale richieste nascono dalle frequenti situazione di disagio che gli stessi residenti si trovano quotidianamente ad affrontare.

 


“E’ rimasto il segnale di parcheggio pertinenziale ma dal primo anno della giunta Romizi l’area di sosta detta del Pennaricci è accessibile a residenti e non. Una situazione difficile da gestire per chi abita e frequenta la zona di corso Garibaldi”, denuncia Franco Mezzanotte presidente dell’associazione di quartiere Vivi Il Borgo. Da qui la richiesta diretta al Comune di destinare di nuovo l’area ai soli residenti. “Finché è stato parcheggio pertinenziale non ci sono stati problemi - spiega Mezzanotte - ma da quando è stato aperto a tutti regnano caos e degrado e continui disagi”. E prosegue: “Purtroppo alcuni aspetti dovuti alla presenza di associazioni hanno peggiorato la situazione - afferma -. Queste realtà diventano infatti luogo di approdo di persone affidate ai servizi sociali dal tribunale. Persone che, quando si trovano qui, non si comportano nel migliore dei modi”.

 

 

A conferma arriva la testimonianza di Salah Abdalla, un residente: la sua abitazione ha l’ingresso proprio sul parcheggio. Un ingresso diventato un serio problema per lui e per la sua famiglia tanto che Salah denuncia dalle violazioni al contenitore dell’acqua al quale attinge l’appartamento dove vive passando alle siringhe lasciate sul pianerottolo per finire con le continue visite di estranei “La porta c’è ma le chiavi ce le hanno in tanti e non si sa più chi entra e chi esce”, precisa Salah. L’associazione perciò chiede che la sosta legata alle attività di altre associazioni avvenga negli spazi a loro assegnati. “Vanno tutelati i diritti a svolgere le attività a tutte le associazioni purché avvengano nel rispetto degli altri e nell’ambito dello statuto”, sottolinea Martina Barro, residente e membro di Vivi il Borgo. I residenti aspettano risposte. E ribadiscono: “Siamo un quartiere tradizionalmente inclusivo e vogliamo proteggere tutti ”.