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Classifica qualità della vita, Terni supera Perugia. Ma entrambe le province perdono quota

Chiara Fabrizi 
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È peggiorata nel 2021 la qualità della vita nelle due province dell'Umbria, anche se quella di Terni perde meno terreno, ossia scivola di otto posizioni rispetto allo scorso anno e si piazza 46esima, superando così quella di Perugia che, invece, arretra di 15 posizioni e si ferma al 52esimo posto. La fotografia è scattata come ogni anno da Il Sole 24 Ore, che per elaborare il ranking delle 107 province italiane misura 90 indicatori suddivisi in sei macro categorie: Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Demografia, società e salute, Giustizia e sicurezza, Cultura e tempo libero

 


L'unica medaglia che si appunta al petto l'Umbria è di Perugia, che fa il secondo miglior risultato per la speranza di vita alla nascita, ossia 83,6 anni a fronte di una media nazionale di 82. La migliore performance di Terni, invece, è il sesto posto per il tasso di medici di base ogni 10mila abitanti, che si attesta a 10,7 a fronte di una media di 9. I peggiori risultati, invece, a Perugia arrivano per l'incidenza di nuove imprese iscritte ogni 100 registrate, che si attesta a 3,4 a fronte di una media di 4, confinando la provincia al 105esimo posto, mentre per Terni il piazzamento da dimenticare si realizza con l'indice di dipendenza degli anziani, vale a dire abitanti con più di 65 anni ogni 100 residenti tra 15 e 64 anni, pari al 45,9 a fronte di una media del 38,7.
A far scivolare la qualità della vita nelle due province, però, è soprattutto il flop collezionato con gli indicatori della macro area Affari e lavoro: qui Perugia arretra di 24 posizioni, attestandosi al 60esimo posto, mentre Terni scivola di 15 posizioni, ma si ferma alla 42esimo. Nel capoluogo di regione a pesare non è solo il terzultimo posto per tasso di nuove imprese, ma anche l'incidenza degli infortuni sul lavoro (89esima), l'imprenditoria giovanile under 35 (82esima) e la quota di export del Pil (69esima). Anche a Terni l'indicatore peggiore è figlio degli infortuni sul lavoro sul lavoro (83esima) segue la qualità delle strutture ricettive (81esima), ma qui a dare ossigeno è il numero limitato di giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano e non studiano (11esima) e le start up innovative (14esima).

 


A Perugia, comunque, la maggiore sofferenza si registra con gli indicatori di Giustizia e sicurezza, dove è addirittura all'82esimo posto, con un arretramento di 20 posizioni. A spingere nella parte bassa della classifica sono le truffe e le frodi informatiche (95esima), le cause giudiziarie pendenti da più di tre anni (90esima) e la mortalità per gli incidenti stradali (86esima). A Terni, invece, i risultati peggiori si riscontrano nel comparto Ricchezza e consumi, che valgono la 62esima posizione, seppur in crescita di due: gli indicatori peggiori sono l'assorbimento del mercato residenziale limitatamente a Terni città, inteso come la percentuale tra mq compravenduti su mq disponibili sul mercato (87esima), il prezzo medio di vendita delle case (71esima) e i depositi bancari (70esima).
La migliore macro performance per Perugia, infine, arriva dall'area Cultura e tempo libero, che consegna la 24esima posizione, seppur in arretramento di quattro posti, grazie al tasso di librerie ogni 100mila abitanti (sesta), la densità di verde storico (ottava) e la diffusione delle aziende agroturistiche (12esima). Terni, infine, realizza il suo miglior piazzamento con gli indicatori di Giustizia e sicurezza, che valgono alla provincia il 30esimo posto nella macro categoria, in crescita di una posizione sul 2020, principalmente in virtù del modesto numero di furti di auto (27esima), delitti informatici (28esima) e denunce di scomparse di minorenni (29esima).