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Terni, nuovo Liberati e clinica: entro fine 2021 progetto pronto ad essere presentato in Regione

Giorgio Palenga
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Una decina di giorni ancora per aggiungere alcune integrazioni riguardanti la parte strutturale, di competenza di un team guidato dal project manager, l’architetto Sergio Anibaldi, e completare al contempo altre proposte, di natura diciamo “economico-burocratica”, che la legge prevede, di cui si stanno facendo carico altri professionisti.

Entro la fine dell’anno sul tavolo del patron della Ternana, Stefano Bandecchi, arriverà il progetto esecutivo del nuovo stadio Liberati e della clinica che dovrebbe sorgere immediatamente a ridosso dell’area degli impianti sportivi del Foro Boario (dove si sta costruendo anche il PalaTerni). A quel punto – tra Natale e Capodanno 2021, o al più tardi nei primi giorni del 2022 – tutto sarà pronto per presentare tale progetto alla Regione Umbria, dopo aver incassato il parere favorevole della conferenza dei servizi.

 

Intorno all’accoppiata stadio-clinica, legati indissolubilmente dall’essere realizzati contestualmente l’uno a fianco all’altro, ruota il futuro della presenza dell’imprenditore livornese sul territorio e, cosa ancor più importante, la possibilità di creare circa 800 posti di lavoro, quanti ne sono stati calcolati – tra diretti e indotti – tra Liberati (circa 600) e struttura sanitaria (intorno ai 200). Oltre, naturalmente, al miglioramento dei servizi, in particolare quelli legati alla salute, visto che la clinica avrà (avrebbe) ragion d’essere solo in quanto convenzionata col Servizio sanitario nazionale.

La sera di giovedì 9 dicembre 2021, in uno dei suoi blitz su Instagram, Bandecchi ha concesso alcune anticipazioni in particolare sul progetto della clinica del quale, finora, si era parlato solo a grandi linee. Anticipazioni che il Corriere, però, è in grado di approfondire, in attesa che il tutto venga ufficializzato quando ci sarà la presentazione in Regione.

 

Nello specifico, la clinica si svilupperà su 16.000 metri quadrati, nell’area attigua al Foro Boario che ha alle spalle il fiume Nera. L’edificio sarà di quattro piani, uno dei quali seminterrato nel quale sono state previste, al momento, quattro sale operatorie, anche se Bandecchi ha già anticipato che il numero potrebbe salire, almeno a sei o sette.

Saranno invece 203 i posti letto per i pazienti, numero anche questo suscettibile di modifica per eccesso qualora se ne ravvisasse la necessità. Il nodo, però, riguarda la convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Bandecchi e la stragrande maggioranza dei ternani, che lo appoggiano al punto che 18 mila di loro hanno firmato una petizione che sarà presentata in Regione contestualmente al progetto esecutivo, fanno leva sul fatto che non esiste nel sud dell’Umbria alcuna struttura convenzionata, contrariamente a quanto si trova in provincia di Perugia (tra il capoluogo e Foligno).

La procedura usata riguardo alla richiesta di convenzione è perfettamente in linea con quanto prevede la legge, nessuna osservazione al riguardo è stata mossa in alcuno dei passaggi finora attraversati, a livello istituzionale, nell’iter di presentazione del progetto. Ridistribuire le risorse a disposizione, o magari aggiungerne per allargare la platea delle strutture convenzionate, rientra insomma adesso nella volontà politica di chi amministra. Che ha certamente una bella responsabilità, perché chiudere la porta a un imprenditore disposto ad investire svariate decine di milioni sul territorio, tra stadio e clinica, creando centinaia di posti di lavoro, vorrebbe dire far perdere un’opportunità probabilmente irripetibile a questo territorio.