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Umbria, crollo del Pil pro capite in venti anni. La Lega: "Fallimento del Partito democratico"

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Nel ventennio compreso tra il 2000 e il 2019 l’Umbria è la regione che ha perso di più in termini di reddito pro capite: settanta punti contro una media nazionale di trenta, comunque alta rispetto a quella europea. E’ quanto emerge da una elaborazione Svimez su dati Eurostat pubblicata giovedì dal Sole 24 Ore. Le reazioni non tardano ad arrivare.

 

 

 

“Anche il Sole24Ore certifica il totale fallimento delle politiche economiche del Partito democratico in Umbria negli ultimi 20 anni - evidenzia il capogruppo Lega all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Stefano Pastorelli -Il quadro delineato descrive la nostra regione come la peggiore in Italia per perdita di Pil pro capite negli anni che vanno dal 2000 al 2019. Un trend che solo oggi, grazie all’impegno della giunta Tesei e nonostante le difficoltà derivanti dalla pandemia, è stato invertito con previsioni di +6% nel Pil del 2021, superiore anche alla media nazionale”. Pastorelli parla di un “disastro targato Pd, l'ennesimo, dopo la gestione fallimentare della sanità, l’isolamento infrastrutturale, l’incapacità dimostrata sul tema del sostegno alla piccola e media impresa, nel rilancio del turismo e nella valorizzazione delle eccellenze locali, solo per fare alcuni esempi”.

 

 

 

Sulla questione interviene anche Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria che parla di vero e proprio “tracollo”, un balzo indietro che non ha paragoni con nessun altra regione italiana, nemmeno quelle più vicine: le Marche perdono infatti 39 posizioni, la Toscana 41, l’Abruzzo 34. Per il segretario Cgil questa è l’ennesima conferma del declino umbro che il sindacato denuncia da oltre 10 anni. “Abbiamo la necessità di cambiare approccio e affrontare la realtà – evidenzia Sgalla – e per farlo la nostra proposta è nota: serve un patto per fermare il declino, che metta al centro il lavoro e offra un futuro alle giovani generazioni della nostra regione. E’ tempo che la politica, Regione in primis, si prenda la responsabilità di affrontare la realtà”.