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Rincari in Umbria, stangata da 800 euro a famiglia. A rischio lo shopping di Natale

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L’inflazione pesa per 800 euro l’anno a famiglia. Lo dice l’Unione nazionale consumatori che ha stilato una classifica di quelli che sono i prodotti che stanno registrando i maggiori rincari rischiando di rallentare fortemente lo shopping di Natale. Ma il presidente regionale dell’associazione, Damiano Marinelli, avverte: “La stangata può essere fortemente ridimensionata se si fa attenzione alla qualità e alla quantità, soprattutto quando si parla di prodotti alimentari. Bisogna ritornare alla classica lista della spesa e imparare a districarsi tra le numerose offerte che arrivano dai diversi operatori commerciali, piccoli o grandi che siano”. 

 

 

 


In testa alla top ten dei prodotti non alimentari stilata dall’Unione consumatori ci sono i voli internazionali che registrano un +38,8% rispetto al 2020. Seguono il gas (+33,3%), Gpl e metano per auto (+33%), gasolio (+23,5% quello per i mezzi di trasporto), benzina 8+22,1%), telefoni fissi (+21,4%), energia elettrica (+177%), macchine per il caffé (+15,5%) e macchine fotografiche 8+15,3%). Chiudono la classifica i condizionatori d’aria che fanno registrare un +13,3%. Fuori classifica, ma particolarmente sentito vista l’imminenza del Natale, il rincaro dei giochi, sia tradizionali che elettronici che scontano i problemi di approvvigionamento dalla Cina. 
Per quanto riguarda i prodotti alimentari, in cima alla top ten ci sono oli diversi da quello d’oliva che hanno subìto un incremento del 17,7% rispetto a un anno fa. Seguono frutti di mare freschi o refrigerati (+6%), olio d’oliva (+4,7%), la pasta 8+4,6%), carne ovina e caprina (+3,5%), pesce fresco o refrigerato e vegetali diversi dalle patate (+3,1%), quindi acqua minerale (+2,8%), succhi di frutta (+2,6%), latte conservato, margarina e farina (+2,5%), riso (+1,)%). Una curiosità: la palma d’oro del risparmio spetta al tè con un ribasso dell’1,3%

 

 

 

. Il presidente della Cia Umbria, Matteo Bartolini, nei giorni scorsi ha consegnato a Roma, all’onorevole Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, una sorta di letterina di Natale per chiedere ai decisori politici che stanno discutendo la Legge finanziaria, di considerare la grave crisi economica che sta attraversando il settore primario, causata dall’aumento fuori controllo degli input produttivi. “Al termine di un altro anno difficile dal punto di vista economico, -dice Bartolini – dobbiamo denunciare la bolla economica in atto: i prezzi alle stelle dei concimi, fertilizzanti, mangimi e semi, così come del gasolio, metano, gpl e altri prodotti, stanno mettendo a rischio l'ossatura dell'agricoltura italiana, fatta di piccole e medie imprese che oggi si trovano di fronte alla scelta di andare avanti o fermarsi in attesa che la situazione torni alla normalità”. Anche dalle famiglie, già stremate dalla crisi generata dalla pandemia, l’appello a scongiurare ulteriori aumenti. Damiano Marinelli invita a mantenere la calma: “Non serve farci rovinare il Natale - avverte - panettoni e pandori sono aumentati è vero, ma c’è una miriade di offerte dalle quali attingere. Stessa cosa, ade esempio, vale per il pranzo di Natale o per il cenone di Capodanno”.