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Perugia, vuole farla abortire e la picchia: chiesto il rinvio a giudizio

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Quando era rimasta incinta lui le aveva intimato di abortire. Appena lei gli aveva comunicato di essere in stato interessante le aveva detto che quel figlio non lo doveva tenere perché non era suo. Ma poi si era spinto ben più in la della richiesta di aborto ed era addirittura arrivato a percuotere la donna. L’aveva colpita proprio sul ventre dicendole che se non avesse abortito, “lo avrebbe tolto lui”. Quel figlio era nato e diverse volte, negli anni successivi, si era purtroppo trovato ad assistere alle violenze del padre nei confronti della madre.

 

"Sin dai primi anni di matrimonio - sta scritto nel capo di imputazione - era solito ubriacarsi e minacciava, ingiuriava e percuoteva il coniuge”. Una sera era rientrato a casa ubriaco “scagliava un vaso di fuori all’indirizzo della moglie colpendola al capo e procurandole una ferita”. E ancora, “in plurime occasioni, sempre in stato di ubriachezza, le metteva le mani al collo dicendole ‘tanto prima o poi ti ammazzo, tu sei mia, non ti lascio”. Nel corso di un’altra aggressione, finita agli atti, e contestata tra gli episodi per cui per lui è stato chiesto il rinvio a giudizio, “le mordeva le gambe e la percuoteva provocandole lesioni personali consistite in lesioni multiple agli arti inferiori, al collo e al braccio destro”. 

 

 


I maltrattamenti, secondo quanto ricostruito dalle indagini, sono andati avanti per anni. L’ultima volta fu all’inizio dell’estate del 2019 quando, rientrando a casa ubriaco, minacciò la donna dicendole “sei una poco di buono, io ti ho cresciuto e quindi sei mia, prima o poi ti ammazzo e ti faccio perdere i figli”. E dopo la minaccia, “le strappava il cellulare e lo spaccava dicendole che le avrebbe fatto fare la stessa fine”. Poi il giorno dopo “l’aveva incontrata di nuovo e guardandola con fare minaccioso le aveva detto che l’avrebbe attesa sotto casa”. E infatti “l’aveva aspettata sotto casa con un grosso cacciavite che brandiva al suo indirizzo, mimando il gesto di colpirla”.