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Umbria, crolla il turismo: drastico calo delle prenotazioni negli alberghi. Il Covid fa paura

Sabrina Busiri Vici
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“Per l’Immacolata abbiamo avuto meno prenotazioni di quelle che ci aspettavamo. Siamo al di sotto del 50-60% rispetto al ponte del primo novembre che è andato molto bene, dove abbiamo avuto quasi il sold out, mentre per questo 8 dicembre abbiamo un tasso di occupazione delle camere negli alberghi al minimo, tra il 30 e il 40%” e con solo il 60% delle strutture aperte”. Ad affermarlo è il presidente di Federalberghi Umbria, Simone Fittuccia, che conferma un andamento in linea con la situazione che si sta verificando nel resto del Paese. A pesare è l’incertezza per la variazione di norme legate al green pass negli alberghi, le notizie sull’aumento dei contagi e sulla variante Omicron.

“Tutto questo ha determinato una frenata delle prenotazioni nel momento in cui sono uscite notizie allarmistiche - aggiunge Fittuccia - Poi ridimensionate ma l’effetto ha prodotto le disdette soprattutto relative all’Immacolato e poi c’è stata anche una frenata brusca dei flussi sotto Natale”. Anche nell’extralberghiero la situazione non va meglio: “Crollo delle prenotazioni e una marea di disdette: siamo sotto il 50% di copertura - spiega Matteo Fortunati, presidente regionale di Assoturismo - Tantissime le rinunce in arrivo anche all’ultimo momento con le scuse più svariate”.

Pochi anche i giorni di permanenza. “L’occupazione delle camere è tra il 50 e il 60%, davvero un po’ bassa e solo per uno o due giorni. E a questo si aggiunge un altro fattore grave: le tariffe delle camere sono molo scese, praticamente si sono dimezzate rispetto a prima” segnala Maria Carmela Colaiacovo, presidente dell’Associazione Italiana Confindustria alberghi. Una doccia fredda che arriva proprio quando la promozione turistica dell’Umbria marcia a pieno ritmo con una lunga serie di eventi e spettacolarizzazioni dalle città d’arte ai piccoli borghi. Il presidente Federalberghi, Fittuccia, però vede rosa per il Capodanno. “Siamo fiduciosi, la situazione per ora tiene, siamo al 60-70% di copertura ma per solo due giorni. Potrebbe essere una boccata di ossigeno rispetto a come sta andando. Ma speriamo che la situazione pandemica non si aggravi”.